Si è tenuto a Napoli, il 21 maggio 2026, un nuovo interrogatorio per Emma Bergonzoni, la cardiochirurga coinvolta nell'inchiesta sulla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo. L'audizione, durata poco più di due ore presso il tribunale partenopeo, rientra nelle indagini preliminari che vedono la dottoressa Bergonzoni indagata per omicidio colposo e falso. La vicenda ruota attorno al decesso del bambino di appena due anni, avvenuto a seguito di un trapianto di cuore fallito presso l'ospedale Monaldi di Napoli.

L'inchiesta, che sta catalizzando l'attenzione pubblica e mediatica, ha visto in questa fase un'ulteriore audizione.

Oltre alla dottoressa Bergonzoni, anche il cardiochirurgo Guido Oppido è stato sottoposto a interrogatorio e risulta indagato per falso. Oppido aveva eseguito l'intervento chirurgico insieme alla dottoressa Bergonzoni. All'uscita dal palazzo di giustizia, l'avvocato difensore di Emma Bergonzoni, Vincenzo Maiello, ha preferito non rilasciare dichiarazioni immediate, limitandosi a un conciso: “Lasciatemi riflettere”, un'affermazione che sottolinea la delicatezza del momento processuale.

Sviluppi e Nuove Acquisizioni nell'Inchiesta

Il secondo confronto davanti al giudice Mariano Sorrentino è stato ritenuto indispensabile dalla Procura di Napoli. L'organo inquirente, rappresentato dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha infatti acquisito elementi investigativi significativi.

Tra questi, spiccano nuove testimonianze e un video cruciale, estratto dal telefono cellulare di un operatore socio-sanitario. Questi nuovi dati hanno fornito ulteriori spunti per l'approfondimento delle indagini.

Il fulcro dell'impianto accusatorio rimane incentrato sui tempi di inizio dell'espianto del cuore malato del bambino. Gli inquirenti, infatti, hanno evidenziato una netta discrepanza tra i dati registrati nella cartella clinica (Cec), compilata dalla perfusionista, e quanto riportato nel referto operatorio. Questa discordanza temporale è considerata un elemento chiave per la ricostruzione degli eventi e per l'accertamento di eventuali responsabilità professionali.

Il Contesto dell'Ospedale Monaldi di Napoli

L'ospedale Monaldi di Napoli, teatro del delicato intervento chirurgico, è una struttura di riferimento nel panorama sanitario italiano. Riconosciuto come un importante centro ospedaliero, è altamente specializzato in settori vitali quali la cardiochirurgia, la pneumologia e i trapianti d'organo. La sua inclusione nell'Azienda Ospedaliera dei Colli, insieme agli ospedali Cotugno e CTO, ne rafforza la posizione strategica nella sanità campana e nazionale.

Il Monaldi vanta una consolidata reputazione a livello nazionale, in particolare per l'eccellenza nell'attività di trapianti di cuore e di altri organi vitali. La struttura ha accumulato una lunga esperienza nella gestione di casi pediatrici complessi, rendendola un punto di riferimento per interventi di alta specializzazione.

La vicenda attuale, tuttavia, getta un'ombra su un'istituzione altrimenti stimata, ponendo interrogativi sulla prassi e sulla supervisione.

L'intera vicenda continua a essere al centro di un'intensa attenzione, sia per le sue implicazioni sanitarie sia per quelle giudiziarie. Le indagini proseguono con l'obiettivo di fare piena luce sulla dinamica dei fatti e di accertare le eventuali responsabilità dei professionisti coinvolti, in un contesto che richiede la massima chiarezza e trasparenza per la famiglia del piccolo Domenico Caliendo e per l'opinione pubblica.