La Cgil Napoli e Campania, tramite il suo segretario generale Nicola Ricci, ha espresso con fermezza la propria opposizione alla realizzazione dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), sia in Campania che a livello nazionale. L'intervento di Ricci è avvenuto al Centro Fernandez di Castelvolturno, dove l'organizzazione ha manifestato solidarietà alle associazioni e ai movimenti attivi contro tali centri.

“Siamo oggi qui, al Centro Fernandez di Castelvolturno, per esprimere la nostra solidarietà alle associazioni e ai movimenti che si stanno battendo contro il Cpr”, ha dichiarato Ricci.

Il segretario ha poi aggiunto, in risposta alle critiche politiche: “Se una certa politica dice che queste associazioni e questi movimenti sono eversivi e rivoluzionari allora anche noi della Cgil siamo eversivi e rivoluzionari”.

Ricci ha sottolineato come i Cpr siano strutture inefficaci e dispendiose, configurandosi come “spesa inutile” e, soprattutto, “luoghi lesivi per i diritti delle persone trattenute senza reale motivazione, che subiscono una costante e sistematica violazione dei propri diritti”. Ha fornito dati concreti: 20 milioni di euro sono già stati impiegati per il mantenimento dei Cpr esistenti. Riferendosi al progetto di Castelvolturno, Ricci ha interrogato l'opportunità di “spendere 41 milioni di euro per alimentare una barbarie utile solo alla propaganda di questo governo”.

Il Cpr di Castelvolturno: progetto, costi e opposizioni

Il progetto per il nuovo Cpr a Castelvolturno prevede una struttura da 120 posti nell’area di La Piana. La gara d'appalto, gestita da Invitalia per conto del Ministero dell’Interno, ammonta a 43.313.942,47 euro. L'appalto comprende progettazione, sicurezza in fase progettuale ed esecuzione dei lavori in un unico lotto. La procedura di gara è aperta, con scadenza per le offerte fissata al 28 maggio 2026 alle ore 12:00 e una durata contrattuale di 22 mesi.

La realizzazione del centro ha suscitato una forte opposizione locale. L'arcivescovo di Napoli, Mimmo Battaglia, ha espresso ferma contrarietà, unendosi alle posizioni già manifestate dalle Chiese di Capua e Caserta.

Anche il Comune di Castelvolturno ha richiesto un confronto pubblico sull'opera, evidenziando la necessità di un dibattito trasparente.

Le istanze della Cgil e la riforma delle politiche migratorie

Oltre alla critica sui Cpr, Nicola Ricci ha delineato le priorità della Cgil per il territorio. Ha invocato la necessità di investimenti e politiche di rilancio a beneficio dell'intera popolazione residente. Lo Stato, secondo Ricci, deve “ripensare il proprio ruolo e ripristinare la legalità, far sì che le persone si riapproprino degli spazi lasciati vuoti e nel degrado per troppi anni”. La posizione della Cgil è inequivocabile: “il no al Cpr vale ovunque”.

Sul fronte legislativo, il segretario generale ha sollecitato l'abolizione della legge Bossi-Fini e una revisione radicale della normativa sull'immigrazione.

Ha inoltre espresso forte dissenso verso la proposta di Regolamento europeo sui rimpatri, definendola una “svolta reazionaria delle politiche della Commissione sull'immigrazione”. Ricci ha concluso denunciando come la questione migratoria sia strumentalizzata dalla destra come “minaccia per la sicurezza e l'identità nazionale” e come “elemento di competizione per il lavoro e per l'accesso al welfare”.