Il 30 maggio 2026, la centrale nucleare di Zaporizhzhia è stata colpita da un drone ucraino. L'attacco ha interessato l'edificio della turbina dell'unità 6, provocando una detonazione e danni strutturali. Nonostante l'impatto, la centrale ha rassicurato che i sistemi operano regolarmente, i livelli di radiazioni sono nella norma e non si segnalano anomalie critiche, vittime o feriti.

L'amministratore delegato di Rosatom, Alexey Likhachev, ha confermato l'accaduto, definendo l'evento il primo attacco mirato alle apparecchiature principali di una centrale nucleare.

Secondo Likhachev, il drone da combattimento ucraino ha colpito l'edificio della turbina dell'unità elettrica numero 6 nel pomeriggio, causando un'esplosione che ha perforato la struttura e danneggiato l'edificio delle turbine. Questa dichiarazione evidenzia la gravità dell'incidente, pur confermando l'assenza di conseguenze immediate sulla sicurezza.

Dettagli sull'attacco e la sicurezza operativa

L'attacco ha specificamente colpito l'edificio della turbina dell'unità 6, componente cruciale per la produzione di energia. Sebbene l'esplosione abbia causato danni strutturali, non ha compromesso il funzionamento degli impianti principali. L'amministrazione ha confermato la piena operatività dei sistemi di sicurezza e controllo.

Nessuna anomalia è stata rilevata nei livelli di radiazione, rimasti entro i parametri standard. L'incidente non ha coinvolto personale e non si registrano feriti.

La centrale nucleare di Zaporizhzhia: contesto e importanza

La centrale nucleare di Zaporizhzhia, situata nell'Ucraina sud-orientale, è la più grande d'Europa e una delle dieci maggiori al mondo. L'impianto dispone di sei reattori ad acqua pressurizzata VVER-1000, con una capacità totale di circa 6.000 megawatt. La sua funzione è vitale per il sistema energetico ucraino e globale. La centrale è costantemente monitorata per garantire sicurezza e conformità agli standard. Dal 2022, l'impianto si trova in una zona di conflitto, ed è stato teatro di diversi episodi di tensione. Nonostante ciò, i sistemi di sicurezza e controllo sono rimasti attivi, garantendo la stabilità operativa.