La Corte d’Assise di Padova ha emesso una condanna all’ergastolo nei confronti di Andrea Favero, imputato per l’omicidio dell’ex compagna, Giada Zanola. La donna, trentatreenne, perse la vita il 29 maggio 2024 a Vigonza, in provincia di Padova, dopo essere stata gettata dal cavalcavia che sovrasta l’autostrada A4. La sentenza di primo grado è stata pronunciata il 14 maggio 2026, concludendo un processo che ha avuto ampia risonanza.
Il collegio giudicante ha pienamente accolto la richiesta della pubblica ministero Paola Mossa, la quale aveva sollecitato la pena massima per Favero, specificando l’assenza di isolamento diurno.
Le accuse mosse all’imputato riguardavano l’omicidio e la violenza sessuale. Durante il dibattimento, il dispositivo della sentenza ha escluso la premeditazione del delitto, un aspetto significativo nella valutazione complessiva. Tuttavia, è stato riconosciuto come aggravante prevalente il vincolo affettivo che legava l’imputato alla vittima, un fattore che ha superato le attenuanti e ha determinato la decisione per la massima pena.
La decisione della Corte e le motivazioni
La decisione della Corte d’Assise di Padova rappresenta un punto fermo nel percorso giudiziario. Il processo ha visto un’attenta valutazione delle prove e delle argomentazioni relative alle accuse di omicidio e violenza sessuale.
Nonostante l’esclusione della premeditazione, il riconoscimento del vincolo affettivo come aggravante ha giocato un ruolo cruciale. Questo elemento ha prevalso su eventuali circostanze attenuanti, portando alla condanna all’ergastolo, come richiesto dalla pubblica ministero.
L’avvocato Cesare Vanzetti, difensore di Andrea Favero, ha rilasciato dichiarazioni in merito alla posizione del suo assistito. Ha sottolineato che Favero «non ha mai fatto dichiarazioni auto-accusatorie davanti al pubblico ministero e continua a professarsi innocente». Il legale ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare appello contro la sentenza. Tale ricorso sarà formalizzato non appena verranno depositate le motivazioni complete della decisione della Corte, un passaggio fondamentale per la strategia difensiva.
Prossimi passi del procedimento giudiziario
La sentenza di primo grado emessa dalla Corte d’Assise di Padova costituisce un momento cruciale nel procedimento giudiziario relativo alla morte di Giada Zanola. Questo organo giudiziario, competente per i reati più gravi, ha pronunciato il suo verdetto dopo un’approfondita analisi delle prove e delle argomentazioni presentate dalle parti. L’annunciato appello da parte della difesa di Andrea Favero aprirà una nuova fase del processo, che si svolgerà dopo il deposito ufficiale delle motivazioni della sentenza. Il caso ha generato un’ampia attenzione pubblica, data la gravità dei fatti e le circostanze dell’omicidio, avvenuto in un luogo di grande visibilità come un cavalcavia sull’autostrada A4.