Un razzo ha colpito la base italiana Unifil di Shama, in Libano, quartier generale del contingente italiano nel settore Ovest della missione. L'episodio, avvenuto il 7 maggio 2026, non ha causato feriti tra il personale militare, ma ha provocato lievi danni a un veicolo e ad alcune infrastrutture della struttura.
La provenienza esatta del razzo rimane sotto indagine. Il Ministero della Difesa ha prontamente comunicato che il ministro Guido Crosetto sta seguendo l'evoluzione della situazione, mantenendo contatti costanti con il capo di Stato maggiore della Difesa, il comandante del COVI e il comandante del contingente italiano.
Le autorità militari sono impegnate negli accertamenti per definire la dinamica dell'accaduto e risalire all'origine dell'ordigno.
L'attacco e le misure di sicurezza attivate
Durante l'attacco, l'allarme è stato immediatamente attivato all'interno della base di Shama, permettendo ai 120 militari italiani di raggiungere i bunker di sicurezza. Oltre al veicolo danneggiato, si registrano danni anche al ristorante della struttura. Al momento, non sono state rilasciate attribuzioni ufficiali di responsabilità per il lancio dell'ordigno, con Unifil che ha confermato "solo lievi danni alle infrastrutture".
L'episodio si inserisce in un contesto di tensioni regionali e segue altri incidenti simili. Già il 16 marzo, frammenti di un razzo di Hezbollah, intercettato dai sistemi antimissile israeliani, erano caduti all'interno del perimetro della medesima base.
Precedentemente, l'11 marzo, la base avanzata italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, era stata bersaglio di un attacco, anche in quel caso senza vittime tra i militari italiani, grazie all'efficacia delle misure di sicurezza adottate.
Il ruolo della missione Unifil e la base di Shama
La base di Shama funge da quartier generale per il contingente italiano e per l'intero settore Ovest della missione Unifil. La Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano, attiva dal 1978, ha il mandato di monitorare la cessazione delle ostilità e supportare il governo libanese nel ristabilimento della propria autorità a sud del fiume Litani. La missione Unifil è composta da circa 10.000 militari provenienti da numerosi stati membri dell'ONU.
Il settore Ovest, sotto la responsabilità dell'Italia, include diverse basi operative e impiega un contingente di circa 1.000 militari italiani. I loro compiti spaziano dal pattugliamento al monitoraggio, fino al supporto diretto alla popolazione locale. La posizione strategica della base di Shama, a pochi chilometri dalla Linea Blu – la demarcazione tra Libano e Israele – la rende un punto nevralgico in un'area costantemente segnata da frequenti tensioni e attività militari.