Un uomo di 66 anni è stato arrestato a Napoli, nel Rione Traiano, il 13 maggio 2026, con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. L'episodio è avvenuto nell'abitazione della coppia, dove l'uomo ha aggredito la moglie, di 65 anni, con un paio di forbici da cucina. Una discussione per motivi banali è rapidamente degenerata in violenza.

La donna, secondo le ricostruzioni, è stata prima insultata e minacciata dal marito, poi spinta con violenza contro il tavolo del soggiorno, andato distrutto. La vittima si è accorta solo in quel momento che l'uomo impugnava le forbici.

Nonostante i tentativi di fuga, la 65enne è stata colpita più volte: al petto, alla gamba destra e alla schiena. Nonostante le ferite, è riuscita a scappare di casa e a raggiungere in taxi il Pronto Soccorso dell'Ospedale San Paolo, dove i medici le hanno diagnosticato una prognosi di ventuno giorni.

Intervento e contesto familiare

L'allarme è scattato intorno alle 16:35 dal Pronto Soccorso, dove la donna ha raccontato ai carabinieri l'accaduto. I militari si sono recati nell'abitazione della coppia, trovando l'uomo disteso sul letto. L'appartamento si presentava a soqquadro, con mobili danneggiati e segni della lite. Durante il sopralluogo, le forbici intrise di sangue sono state sequestrate.

Le indagini hanno rivelato un quadro familiare critico.

Negli ultimi mesi, sia la moglie che il figlio avevano presentato diverse denunce contro il 66enne, riferendo episodi di minacce, aggressioni fisiche e insulti. In un episodio, il figlio aveva denunciato che il padre si era introdotto nella sua stanza brandendo delle forbici e urlandogli contro. L'uomo arrestato, su disposizione della Procura di Napoli, è stato trasferito presso il carcere di Poggioreale.

Violenza a Napoli

Questo drammatico episodio si inserisce in un contesto cittadino caratterizzato da un'alta incidenza di reati violenti. Dall'inizio dell'anno fino all'11 maggio 2026, nell'area metropolitana di Napoli si sono registrati sette morti, ventidue feriti da arma da fuoco e ventuno accoltellati.

In totale, cinquanta vittime di fatti di sangue sono state conteggiate in centotrentuno giorni, con una media di un episodio ogni due giorni e mezzo. Questi dati evidenziano la frequenza di violenza grave nella città e nell'area metropolitana, sottolineando la complessità delle sfide legate alla sicurezza pubblica e alla gestione dei casi di violenza domestica e urbana.