La serata dell'8 maggio 2026 a Pescara è stata segnata da scontri violenti tra tifosi e forze dell'ordine. L'episodio è avvenuto al termine della partita contro lo Spezia, che ha sancito la retrocessione della squadra biancazzurra in Serie C. Il bilancio degli scontri ha visto almeno una decina di agenti del Reparto Mobile della polizia rimanere feriti.

La contestazione fuori dallo stadio

Durante la manifestazione di protesta avvenuta fuori dallo stadio, i tifosi hanno scagliato contro le forze dell'ordine una serie di oggetti, tra cui pietre, petardi, fumogeni e cassonetti.

L'intensità della violenza è stata sottolineata dal lancio di ben 126 bombe carta, oltre al danneggiamento di auto e mezzi della polizia. In questo contesto, il sindacato Sap ha definito il dispositivo di ordine pubblico impiegato come “inadeguato”.

Dettagli sugli incidenti

Il resoconto degli incidenti evidenzia il ferimento di circa dieci agenti, tutti appartenenti al Reparto Mobile della polizia. La protesta si è caratterizzata per i continui lanci di pietre, petardi, fumogeni e cassonetti, culminati nel danneggiamento di veicoli delle forze dell'ordine. L'utilizzo di 126 bombe carta testimonia la notevole violenza degli scontri.

La denuncia del Sindacato Autonomo di Polizia

Il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) ha espresso la propria denuncia riguardo all'efficacia del dispositivo di ordine pubblico predisposto per l'evento, definendolo “inadeguato”.

Il Sap aveva già in precedenza segnalato criticità nella provincia di Pescara, legate alla carenza di personale. Si sono registrati cinquanta pensionamenti nel 2024, con altri 53 previsti per il 2025, determinando una perdita annua stimata del 10% della forza operativa. Questa situazione strutturale, secondo il sindacato, compromette seriamente la capacità di garantire adeguate misure di sicurezza durante eventi ad alta tensione come quello verificatosi.