La Uil Campania ha espresso un netto rifiuto alla costruzione di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) a Castel Volturno e in qualsiasi altra località italiana. La posizione è stata ribadita con fermezza da Camilla Iovino, segretaria regionale del sindacato, durante un'assemblea tenutasi la mattina del 30 maggio 2026 presso il Centro Fernandes di Castel Volturno. All'incontro ha preso parte anche una delegazione della Uil di Caserta, guidata dal coordinatore territoriale Pietro Pettrone e dal segretario della Uilm Caserta, Ciro Pistone.
Iovino ha dichiarato in modo perentorio: “Il CPR non lo vogliamo a Castel Volturno e in nessuna altra parte d’Italia. Non vogliamo centri di reclusione sui nostri territori perché la sicurezza, che questo governo sbandiera, non la si ottiene schiacciando i diritti, la dignità e la libertà delle persone”. Ha inoltre evidenziato come i quarantatré milioni di euro previsti per la realizzazione del CPR dovrebbero essere impiegati per costruire case e strade, per contrastare la prostituzione e il caporalato, per le bonifiche ambientali di un territorio “messo in ginocchio dagli sversamenti e dalle discariche a cielo aperto”, e per fronteggiare i “business della malavita organizzata locale ed internazionale”.
La segretaria Uil ha ricordato che “Castel Volturno è dagli anni ’80 che cerca di rialzare la testa”.
Appello per politiche inclusive e mobilitazione comunitaria
Nel suo intervento, la segretaria regionale della Uil Campania ha lanciato un appello ad ampliare l’iniziativa, coinvolgendo attivamente lavoratori, cittadini, studenti e migranti. Ha ribadito l’impegno costante del sindacato a favore di politiche di inclusione, rispetto e dignità per tutte le persone, senza distinzioni. Citando Papa Francesco, Iovino ha esortato: “Continuiamo ad essere ostinati e resistenti”.
L’assemblea ha registrato la partecipazione di numerosi esponenti sindacali e rappresentanti di diverse realtà locali, tutti uniti dall’obiettivo di rafforzare la rete di opposizione al progetto del CPR.
L'intento è promuovere modelli alternativi basati su regolarizzazione, accoglienza e risanamento del territorio.
Contesto della mobilitazione contro il CPR a Castel Volturno
Il Centro Fernandes, che ha ospitato l'assemblea della Uil, è stato anche il luogo di un incontro pubblico promosso dal vescovo Pietro Lagnese, confermato per il 30 maggio. In precedenti assemblee, cittadini, migranti, associazioni e sindacati avevano già espresso la ferma volontà di costituire una rete unitaria per impedire la realizzazione del CPR nell’area umida della Piana, un territorio demaniale individuato dal governo per tale scopo. Durante questi incontri, sono state raccolte numerose adesioni a un manifesto che propone l’istituzione di una Zona di Protezione Ambientale nell'area interessata, definita dai partecipanti un “lager di Stato”.
Il movimento ha annunciato ulteriori iniziative e percorsi di mobilitazione sia a livello locale che nazionale. Ha invitato i sindaci del litorale domizio a prendere una posizione chiara contro il CPR e ha richiesto al sindaco di Castel Volturno di convocare un consiglio comunale aperto sul tema. Le assemblee hanno inoltre criticato le leggi attuali che ostacolano il rinnovo dei permessi di soggiorno, auspicando l’adozione di decreti solidali che favoriscano concretamente l’inclusione e la sicurezza. L'obiettivo finale è chiaro: “Fermare la costruzione del CPR e riscrivere da Castel Volturno e dalla Campania una storia che parli di diritti e di riscatto, non di sopraffazione e di violenza”.