A distanza di oltre due anni e mezzo, la vicenda del gatto Leone continua a scuotere l'opinione pubblica. Il felino era stato ritrovato nelle strade di Angri, nel Salernitano, in condizioni atroci: scuoiato vivo e agonizzante. Nonostante l'immediato soccorso e le cure incessanti dei volontari del canile di Cava de' Tirreni, Leone era purtroppo deceduto dopo alcuni giorni. La sua tragica storia aveva generato un'ondata di profonda commozione e indignazione in tutta Italia, culminata in fiaccolate e manifestazioni ad Angri che avevano visto la partecipazione di migliaia di persone e persino l'attenzione del Parlamento.

Recentemente, le ceneri di Leone sono state riconsegnate al canile municipale, a seguito della cremazione e del dissequestro della salma, che era stata trattenuta per le indagini. Tuttavia, a distanza di tanto tempo, i responsabili delle brutali torture inflitte al gatto non sono ancora stati identificati. Per questo motivo, l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (Aidaa) ha annunciato nuove iniziative, con l'obiettivo primario di assicurare alla giustizia chi ha commesso questa efferatezza.

Aidaa rilancia le indagini e ingaggia un criminologo

Lorenzo Croce, presidente di Aidaa, ha illustrato le nuove strategie dell'associazione. Tra queste, la produzione di una serie di video volti a sollecitare l'aiuto del pubblico per individuare una pista credibile che possa portare alla riapertura delle indagini.

Croce ha sottolineato con fermezza: “Abbiamo deciso di rilanciare questa caccia al killer. Quelle torture e quella morte che tanto hanno indignato l'opinione pubblica, non possono e non devono finire nel dimenticatoio, e soprattutto questa atrocità non può restare impunita”.

Il presidente di Aidaa ha rivelato che, in pochi giorni, sono già pervenute numerose segnalazioni. Questo ha spinto l'associazione ad assumere un criminologo, il cui nome sarà reso noto a breve. Il professionista avrà il compito di elaborare un identikit del criminale o dei criminali, basandosi sulle indicazioni raccolte. “Siamo fiduciosi questa volta di essere vicini alla svolta definitiva”, ha concluso Croce, esprimendo ottimismo sulla possibilità di risolvere il caso.

La mobilitazione iniziale e l'impegno delle istituzioni

Il gatto, cui i veterinari avevano dato il nome Leone per la sua incredibile forza, era stato soccorso ad Angri il 7 dicembre e immediatamente trasferito all’Ambulatorio Asl Veterinaria di Cava de’ Tirreni. Qui, per quattro giorni, aveva ricevuto cure intensive, con i volontari del canile che avevano vegliato su di lui e aggiornato costantemente la comunità locale. Dopo il decesso, la salma era stata sottoposta a un esame autoptico dal dottor Luigi Toro, con l'intento di raccogliere prove per la Procura. Il sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli, aveva fin da subito espresso il pieno impegno dell'amministrazione per garantire giustizia a Leone e mantenere alta l'attenzione su questa tragica vicenda.

La comunità si era mobilitata attivamente in risposta all'accaduto, organizzando numerose fiaccolate e manifestazioni. Tra queste, spicca la fiaccolata del 17 dicembre, partita dalla chiesa di Sant’Antonio ad Angri, promossa dal canile di Cava de’ Tirreni per invocare giustizia per Leone. Parallelamente, l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) aveva presentato una denuncia contro ignoti e lanciato un accorato appello a tutti i cittadini, invitando chiunque avesse informazioni utili a farsi avanti, anche in forma anonima, per contribuire a individuare i responsabili di un atto di tale crudeltà.