Villa Andersen, area verde di 8.500 metri quadrati nel rione Parco Verde di Caivano, è stata riaperta il 12 giugno 2026, dopo oltre dieci anni di abbandono. Il recupero è stato realizzato dal 10° Reparto Infrastrutture dell’Esercito italiano, sotto il coordinamento della Struttura del Commissario straordinario per i territori ad alta vulnerabilità, guidata da Fabio Ciciliano.
Alla cerimonia hanno partecipato: il sottosegretario Alfredo Mantovano, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli, il Comandante Territoriale Sud dell’Esercito, il sindaco Antonio Angelino e don Maurizio Patriciello.
Il parroco ha descritto la trasformazione: "Da luogo di droga a luogo di vita", ricordando il passato di spaccio e degrado, dove "ci hanno anche perso la vita".
Riqualificazione e servizi
L'intervento ha previsto il ripristino delle aree verdi, la piantumazione di nuovi alberi, il restauro delle strutture esistenti e illuminazione. All'interno del parco sono stati creati un campo polivalente, aree gioco e un anfiteatro per attività educative e culturali. Il costo complessivo è di 899.800 euro.
Questa riapertura è un tassello significativo del programma di rigenerazione urbana avviato a Caivano nell’agosto 2023. L'obiettivo è restituire agli abitanti del Parco Verde un luogo di incontro e socialità, promuovendo la cultura della legalità.
Fabio Ciciliano ha definito Villa Andersen un "simbolo della rinascita", sottolineando che la riqualificazione consente l'apertura alla cittadinanza già da questa estate e che la gestione sostenibile sarà garantita dalla nuova amministrazione comunale.
Il ruolo del Commissario straordinario
La Struttura del Commissario straordinario per i territori ad alta vulnerabilità coordina interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale in aree fragili. Il suo compito è supervisionare lavori pubblici e iniziative per migliorare qualità della vita e sicurezza, assicurando la collaborazione tra enti, forze armate e amministrazione comunale per il successo del progetto e la restituzione di questo luogo simbolico alla comunità.