Un terribile massacro ha sconvolto la tranquillità della periferia ovest di Roma, precisamente nella zona di Pineta Sacchetti. Nella tarda serata di ieri, 26 giugno 2026, un triplice omicidio è stato scoperto in un appartamento di via Montiglio, dove un'intera famiglia di origini bengalesi è stata brutalmente sterminata. Le vittime di questa efferata aggressione sono state identificate come Kamal Uddin, di 39 anni, sua moglie Arzu, di 38 anni, e la loro piccola figlia, Alicia, di appena otto anni, la cui giovane vita è stata spezzata in modo così tragico.

Le prime ricostruzioni degli investigatori della Squadra Mobile di Roma indicano che l'aggressione è avvenuta all'interno dell'abitazione familiare, trasformata in una scena del crimine. L'unico sopravvissuto a questa violenza inaudita è Onion, il figlio diciottenne della coppia. Anch'egli ferito, il giovane è stato prontamente trasportato d'urgenza in ospedale, dove fortunatamente non risulta in pericolo di vita. La sua testimonianza è considerata cruciale per le indagini. Sul luogo del delitto, gli inquirenti hanno rinvenuto e sequestrato la mannaia, l'arma utilizzata per compiere il brutale omicidio, un dettaglio che sottolinea la ferocia dell'atto.

Caccia all'uomo: ricercato un conoscente delle vittime

Le indagini si concentrano ora sulla ricerca di un uomo, un amico di famiglia e connazionale delle vittime, che è attualmente ricercato dalla polizia. Questo individuo è il principale sospettato di essere l'autore del triplice omicidio. La sua identificazione è stata resa possibile grazie alla testimonianza del giovane sopravvissuto, Onion, che avrebbe riconosciuto l'aggressore. Sembra che il presunto assassino e i membri della famiglia lavorassero nella stessa catena di supermercati, un legame che potrebbe rivelarsi significativo per il movente. Al momento della fuga dalla scena del crimine, l'uomo indossava una maglia blu e si è allontanato a piedi, facendo perdere le proprie tracce.

Le indagini e il dolore della comunità

Sul posto, un imponente dispiegamento di forze ha visto l'intervento della polizia scientifica per i rilievi, affiancata da ambulanze e numerosi agenti, tutti coordinati dal dirigente Roberto Giuseppe Pititto. L'area è stata isolata per consentire lo svolgimento delle prime indagini e la raccolta di elementi utili. La notizia ha gettato nello sconforto l'intera comunità locale, in particolare i numerosi vicini di casa, molti dei quali connazionali della famiglia sterminata, che si sono detti sotto shock e increduli di fronte a tanta violenza.

Il profondo dolore è stato espresso anche da Hosnear Begom, cugina delle vittime, che ha condiviso alcuni dettagli sulla storia della famiglia: “Kamal era venuto in Italia 15 anni fa, la famiglia lo aveva raggiunto 3 anni fa.

Quello che è successo è una tragedia. Non possiamo crederci.” Le sue parole rispecchiano lo sgomento generale per un evento che ha distrutto una famiglia e lasciato un segno indelebile. Le forze dell'ordine proseguono incessantemente le ricerche del sospettato e le indagini per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e fare piena luce sul movente che ha portato a questo tragico epilogo.