Un latitante da due anni, un uomo di 27 anni, è stato arrestato dai carabinieri in un ristorante di Napoli, mentre partecipava al battesimo del figlio di un amico. La cattura ha posto fine alla sua fuga dal novembre 2024. Il giovane era ricercato per il tentato omicidio di Giuseppe Orefice, esponente dell’omonimo clan attivo nell’area di Castello di Cisterna, e doveva scontare dieci anni, come da ordine di carcerazione partenopeo. L'operazione, frutto di un'attenta attività investigativa e del monitoraggio della sua rete relazionale, ha visto gli agenti intervenire.

Nonostante avesse considerato di lanciarsi in acqua, il latitante si è arreso ed è stato ammanettato dalla sezione operativa di Castello di Cisterna. Durante l'arresto, alcuni parenti hanno reagito con insulti e violenza. L'uomo è ora recluso nel penitenziario di Secondigliano.

Criminalità Giovanile a Napoli: L'Allarme delle Istituzioni

L'arresto si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la criminalità minorile e organizzata a Napoli. Il prefetto Michele di Bari, in commissione Antimafia, ha rivelato la presenza di ragazzi di 12-13 anni, e persino due di appena otto anni, nelle 'piazze di spaccio' notturne. Molti di questi minori, non imputabili, affollano decine di piazze metropolitane.

I numeri confermano la gravità: tra il 2024 e il 2025, i minori arrestati per omicidio sono passati da due a otto (sei di tipo mafioso), mentre quelli per tentato omicidio da quattordici a diciassette (tredici di tipo mafioso). Il valore della vita sembra affievolirsi, con discussioni che degenerano in omicidio. I social media incidono sulla devianza giovanile, con requisiti per le baby gang come telefonino, coltello e 'forza di attentare alla salute altrui'.

Per contrastare l'escalation, Prefettura e magistratura minorile studiano un protocollo di sicurezza per misure rivolte ai giovani sotto i quattordici anni, autori di reato e riconosciuti socialmente pericolosi. L'obiettivo è rieducativo: prevenire la recidiva, anche con collocamento in comunità. Le istituzioni hanno già introdotto metal detector nelle scuole e effettuato controlli nei bagni, dove sono stati ritrovati coltelli.