La detenzione dei due cittadini italiani, partecipanti alla cosiddetta "Flotilla di terra", è stata prolungata dalle autorità libiche. I due connazionali sono comparsi di fronte al procuratore libico, il quale ha disposto la prosecuzione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. La Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia a Tripoli e il Consolato Generale a Bengasi, sta seguendo la vicenda con le autorità locali, con l'obiettivo prioritario di favorire il loro rientro in Italia. Le rispettive famiglie sono state prontamente informate sia sullo stato della detenzione sia sui passi diplomatici intrapresi per la tutela dei connazionali.

In questo contesto, il Console Generale d’Italia a Bengasi, Filippo Colombo, ha compiuto una prima visita ai due italiani, trattenuti in una caserma della polizia nella Libia orientale. Il console ha riferito di averli trovati in buone condizioni, ma ha presentato una richiesta formale alle autorità locali per ottenere alcune migliorie nelle condizioni di detenzione. Questa istanza è stata avanzata anche a beneficio degli altri attivisti del gruppo, di diverse nazionalità, che hanno sollecitato assistenza al Ministero degli Esteri italiano. Le autorità della Libia orientale hanno acconsentito a tali richieste, permettendo ai detenuti di effettuare docce, ricevere cambi di abiti e beneficiare di una sistemazione più adeguata.

Nonostante l'azione diplomatica in corso, il console non ha ancora ricevuto informazioni precise riguardo le procedure per una possibile espulsione dei due cittadini italiani. Tale processo risulta attualmente rallentato a causa della celebrazione di una festa islamica, che in questi giorni viene osservata anche in Libia. La Farnesina ha ribadito il proprio impegno a monitorare costantemente la situazione e a mantenere un dialogo continuo con le autorità libiche, assicurando un aggiornamento costante alle famiglie dei due italiani coinvolti e coordinando tutte le attività necessarie per garantire il rispetto dei loro diritti e facilitare il rientro in Italia.