L'imprenditrice Maria Rosaria Boccia ha dichiarato di non aver ancora ricevuto la notifica formale dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari che la riguardano. La Procura di Napoli la vede indagata per il reato di falso. Attraverso i suoi legali, gli avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, Boccia ha sottolineato una presunta "lente d'ingrandimento smisurata" sulla sua persona, mentre, a suo dire, verrebbero ignorati i procedimenti che vedono l'ex ministro Gennaro Sangiuliano "plurindagato".
Boccia ha inoltre affermato che Sangiuliano è indagato in due distinti procedimenti per diffamazione aggravata e in uno per stalking.
Questa circostanza, a suo avviso, contribuirebbe a una narrazione mediatica "quantomeno incompleta e faziosa". I legali dell'imprenditrice hanno chiarito che l'eventuale notifica dell'atto di chiusura delle indagini rappresenterebbe unicamente l'esito della fase investigativa, in linea con gli articoli 415-bis e seguenti del codice di procedura penale, e segnerebbe il momento in cui la difesa potrà esercitare appieno le proprie prerogative difensive.
La posizione della difesa e la diffusione delle notizie
Gli avvocati di Maria Rosaria Boccia hanno ribadito che l'avviso di conclusione delle indagini non costituisce in alcun modo un'affermazione di responsabilità e non anticipa le future determinazioni dell'autorità giudiziaria.
Hanno altresì manifestato preoccupazione per la costante diffusione di dettagli sui procedimenti giudiziari prima che gli atti siano formalmente portati a conoscenza della persona coinvolta e dei suoi difensori. La difesa si riserva ogni azione opportuna nelle sedi competenti per tutelare l'immagine, l'onore e i diritti della propria assistita.
Rinvio a giudizio per Boccia: le accuse e l'inizio del processo
In un successivo sviluppo, il gup di Roma, Gabriele Fiorentino, ha disposto il rinvio a giudizio di Maria Rosaria Boccia al termine dell’udienza preliminare. L'imprenditrice era presente in aula. L'inchiesta, scaturita da un esposto presentato dall'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dalle pm Giulia Guccione e Barbara Trotta.
A Boccia vengono contestati i reati di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum relative all’organizzazione di eventi. Nel procedimento, Sangiuliano, sua moglie e l’ex capo di gabinetto del dicastero Francesco Gilioli figurano come parti civili. Il processo avrà inizio il prossimo 6 ottobre davanti al giudice monocratico.
Gli avvocati Silverio Sica e Giuseppe Pepe, che assistono Gennaro Sangiuliano e Federica Corsini, hanno accolto il rinvio a giudizio come "una prima verità giudiziaria, netta e chiara". Hanno tuttavia specificato che la decisione del gup non costituisce una sentenza definitiva, ma che il processo sarà fondamentale per l'accertamento dei fatti.
I legali hanno sottolineato la professionalità e la puntualità con cui la procura ha operato, mettendo in luce i comportamenti che, a loro avviso, hanno configurato uno stalking di "violenza inaudita", descritto come un "vero e proprio incubo" per Sangiuliano e sua moglie. Hanno infine ribadito la presenza di prove inequivocabili negli atti e l'inconsistenza degli argomenti difensivi, evidenziando come la stessa Boccia, in diverse chat, avrebbe ammesso i propri comportamenti. Il rammarico espresso è per le "ferite che resteranno per sempre" subite dai loro assistiti.