Il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito le Filippine è salito a quindici morti. Il violento sisma, di magnitudo 7.8, ha interessato la regione meridionale dell'isola di Mindanao l'8 giugno 2026. Oltre cento persone sono rimaste ferite, come comunicato dall'agenzia nazionale per la gestione delle catastrofi. L'evento ha generato profonda preoccupazione e ha richiesto un'immediata risposta da parte delle autorità locali e nazionali.
Il direttore della protezione civile della regione di Soccksargen, Rodrigo Sosmena, ha confermato dodici vittime e 129 feriti nella sua area.
A queste si aggiungono tre ulteriori decessi segnalati nella provincia di Davao Occidental. La gravità della situazione ha richiesto l'intervento immediato di polizia e soccorritori in diverse località. A General Santos, si sono registrati crolli di strutture, inclusi edifici commerciali come un noto ristorante della catena Jollibee, simbolo dell'impatto distruttivo del sisma.
Operazioni di soccorso e danni
Il terremoto ha causato ingenti danni strutturali in numerose località di Mindanao, con impatto significativo nelle province di Soccksargen e Davao Occidental. Le squadre di emergenza si sono mobilitate per prestare soccorso ai feriti e per valutare la stabilità delle infrastrutture. Le autorità hanno sottolineato l'importanza di mantenere un'elevata vigilanza per le possibili scosse di assestamento e per la gestione delle persone rimaste senza abitazione.
Mindanao e il rischio sismico
Mindanao, la seconda isola più grande delle Filippine, è stata il fulcro di questo tragico evento sismico. L'agenzia nazionale per la gestione delle catastrofi coordina le operazioni di soccorso e il monitoraggio degli eventi naturali. Le Filippine, situate nell'Anello di Fuoco del Pacifico, sono soggette a terremoti frequenti e spesso di notevole intensità, rendendo la gestione delle emergenze una priorità costante.