La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha concluso le indagini preliminari a carico del consigliere regionale campano Giovanni Zannini, attualmente sospeso, e di altre nove persone. L'inchiesta si articola su due filoni principali: una presunta truffa sui fondi Invitalia per la realizzazione di un caseificio e l'ipotesi di concussione per pressioni esercitate da Zannini sull'ex direttore sanitario dell'Asl di Caserta, volte a ottenerne dimissioni e trasferimento.

Indagine e soggetti coinvolti

Giovanni Zannini, politico di Forza Italia e originario di Mondragone (Caserta), si trova in Abruzzo per un divieto di dimora in Campania disposto dal gip di Santa Maria Capua Vetere.

Insieme a lui, rischiano il processo gli imprenditori caseari Paolo e Luigi Griffo, Antonio Postiglione (direttore generale per la Tutela della Salute regionale), Alfredo Campoli (imprenditore e amico di Zannini), e cinque funzionari delle commissioni coinvolte nel caso caseificio: Flora Cirelli, Daniele Braccini, Salvatore Perfetto, Giancarlo Andolfo e Luigi Pilotti.

Per la vicenda del caseificio, la Procura ipotizza che Zannini, all'epoca presidente della Commissione ambiente, energia e protezione civili, sia intervenuto in Regione per favorire un finanziamento Invitalia agli imprenditori Griffo. Questi ultimi avrebbero realizzato un caseificio senza i necessari requisiti amministrativi, in particolare quelli ambientali.

I cinque tecnici delle commissioni avrebbero redatto un falso studio ambientale, su istigazione di Zannini e dei Griffo. In cambio, Zannini avrebbe ricevuto una gita su un lussuoso yacht.

La vicenda Asl e gli sviluppi procedurali

Riguardo all'Asl di Caserta, a Zannini è contestato il reato di concussione. Avrebbe esercitato pressioni, con l'intermediazione di Antonio Postiglione, per la rimozione di Enzo Iodice dall'incarico di direttore sanitario. L'inchiesta aveva già portato a perquisizioni nell'abitazione e negli uffici di Zannini nell'ottobre 2025. In quell'occasione, Zannini si era presentato in Procura, avvalendosi della facoltà di non rispondere e depositando una memoria difensiva.

La Procura ha formalizzato una richiesta di arresto per Giovanni Zannini e un divieto di dimora per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo.

L'interrogatorio di garanzia è stato fissato per il 4 febbraio. Il procedimento segue le previsioni della riforma Nordio, con l'esame da parte del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere previsto dopo l'interrogatorio.