I carabinieri hanno eseguito due distinte misure cautelari in Salento, colpendo due uomini accusati di violenza sessuale. Le operazioni, condotte in diverse località della provincia di Lecce, hanno portato a un arresto e all'aggravamento di una misura già in atto, evidenziando l'impegno delle forze dell'ordine nel contrasto a tali reati.
A Supersano, un comune del Leccese, è stato arrestato un uomo di 50 anni, residente nel luogo. Il provvedimento scaturisce dalla coraggiosa denuncia di una giovane di 20 anni. La ragazza si era rivolta all'indagato per intraprendere un percorso di preparazione atletica, fondamentale per superare le impegnative prove fisiche di un concorso nelle Forze Armate.
Tuttavia, secondo quanto dettagliato nella denuncia, l'uomo avrebbe approfittato di questa situazione di fiducia e vulnerabilità, costringendo la giovane a subire un atto sessuale contro la sua volontà. Le indagini hanno permesso di raccogliere elementi sufficienti per l'emissione del provvedimento restrittivo.
Parallelamente, a Martano, sempre in provincia di Lecce, i militari hanno dato esecuzione a un'ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di un 32enne. L'uomo, originario della Nuova Guinea, era già sottoposto agli arresti domiciliari. Questo precedente provvedimento era stato disposto nell'ambito di un procedimento penale per un'altra accusa di violenza sessuale, denunciata nel novembre 2025 da una donna di 51 anni.
La vittima aveva riferito di essere stata aggredita sessualmente all'interno della propria abitazione di campagna. Le successive e ripetute violazioni delle prescrizioni imposte dalla misura cautelare, unitamente a reiterate condotte persecutorie da parte dell'uomo, hanno reso necessaria l'applicazione di un provvedimento più restrittivo, culminato nell'aggravamento della misura.
Indagini su altri episodi di violenza nel Salento
Il territorio salentino è stato recentemente al centro di ulteriori e delicate indagini per violenza sessuale, in episodi distinti e non direttamente collegati ai casi sopra menzionati. Tra questi, spicca il caso di un sacerdote di 69 anni, anch'egli residente in Salento, che è stato posto agli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.
L'indagine a suo carico è partita a seguito della denuncia presentata dalla famiglia di uno studente minorenne. Le accuse riguardano presunti atti di molestia sessuale che il religioso avrebbe compiuto tra il 30 novembre 2025 e l'8 maggio 2026, durante quelle che venivano presentate come riti di purificazione o incontri spirituali. Durante l'interrogatorio di garanzia, il sacerdote ha categoricamente respinto ogni addebito, sostenendo di aver semplicemente accolto la richiesta del ragazzo di sottoporsi a una forma di rito spirituale. Le autorità investigative hanno proceduto al sequestro del telefono cellulare del prete e stanno attivamente approfondendo il suo passato, con l'obiettivo di verificare l'eventuale esistenza di altri episodi simili o condotte pregresse che possano essere rilevanti per l'inchiesta in corso.