L'uomo arrestato in relazione all'aggressione avvenuta in via Venini a Milano ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia. Questa decisione è stata comunicata davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) nel corso di un'udienza cruciale per la convalida dell'arresto. Secondo quanto riferito dal suo legale, l'indagato ha dichiarato di non ricordare nulla degli eventi, una circostanza che potrebbe influire sul prosieguo dell'inchiesta.

L'interrogatorio e la custodia cautelare

Durante l'udienza di convalida, l'uomo, accusato della violenta aggressione in via Venini, ha esercitato il suo diritto costituzionale di rimanere in silenzio.

Assistito dal suo avvocato, ha preferito non rispondere alle domande poste dal Gip, mantenendo una posizione di riserbo. Il difensore ha ribadito che il suo assistito non ha memoria dei fatti contestati, rendendo complessa la sua collaborazione con le autorità. Nonostante la scelta di non rispondere e la presunta amnesia, il giudice ha convalidato l'arresto e ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere. L'indagato rimane detenuto, in attesa che le indagini preliminari facciano il loro corso e che vengano raccolti ulteriori elementi probatori. Questa fase è fondamentale per definire il quadro accusatorio e per permettere alla difesa di preparare la propria strategia.

Le indagini per la ricostruzione dei fatti e il movente

Le forze dell'ordine e gli inquirenti stanno intensificando gli sforzi investigativi per fare piena luce sulla vicenda. Le indagini proseguono senza sosta, con l'obiettivo primario di chiarire l'esatta dinamica dei fatti e di individuare il movente che ha scatenato l'aggressione. Gli investigatori sono al lavoro per raccogliere ogni elemento utile, analizzando testimonianze, eventuali riprese da sistemi di videosorveglianza e altre prove materiali che possano contribuire a una completa ricostruzione degli eventi. L'obiettivo è delineare un quadro preciso di quanto accaduto in via Venini, fornendo risposte concrete sulle circostanze e sulle responsabilità. Ogni dettaglio è considerato rilevante per la completezza dell'inchiesta, che mira a stabilire la verità giudiziaria e a garantire che sia fatta giustizia per la vittima.