I Carabinieri di Jesi (Ancona) hanno denunciato un 50enne, titolare di una concessionaria, per truffa. Una 54enne, che nel 2022 aveva acquistato un'auto usata, ha scoperto la manomissione del contachilometri durante un controllo di manutenzione. È emersa una discordanza tra i chilometri segnati e quelli registrati in un precedente tagliando.

Chilometraggio alterato: il caso di Jesi

Le indagini hanno rivelato che il contachilometri dell'auto era stato alterato per indicare 78mila chilometri in meno rispetto al reale. Questa frode mirava a ingannare l'acquirente sul valore del veicolo.

I Carabinieri hanno accertato l'illecito, deferendo il titolare della concessionaria all'Autorità Giudiziaria.

Frode sul chilometraggio: un precedente a Parma

Un caso simile si è verificato a Parma. Un pensionato di 65 anni ha acquistato un'auto usata per 3.200 euro; pochi giorni dopo, il veicolo ha subito un guasto alla turbina, con una riparazione stimata in 7.000 euro. Il contachilometri indicava circa 110mila chilometri, ma i documenti attestavano oltre 250mila. Le indagini hanno accertato che il venditore, un trentenne titolare della concessionaria, aveva scalato circa 150mila chilometri e omesso gli otto precedenti proprietari. Un'etichetta nel vano motore (cambio cinghia distribuzione, giugno 2023) indicava 157.500 km, confermando la discordanza.

La vicenda è stata ricostruita incrociando flussi bancari e registri della Motorizzazione civile, portando alla denuncia del trentenne per truffa.

Controlli essenziali per l'acquisto di auto usate

L'importanza di controlli accurati su documentazione e manutenzione dei veicoli usati è evidente. La manomissione del chilometraggio causa danni economici agli acquirenti. Vigilanza e dati ufficiali sono fondamentali per tutelare i consumatori e garantire trasparenza nel mercato dell'usato.