La Procura di Ravenna ha chiuso le indagini preliminari relative alle tre esondazioni che, tra maggio 2023 e settembre 2024, hanno duramente colpito il territorio di Faenza e l'intero bacino del fiume Senio. L'inchiesta ha portato all'accusa di quattordici figure chiave, tra cui dirigenti e funzionari di enti comunali e regionali, membri della Protezione civile, tecnici progettisti e amministratori di ditte coinvolte nelle opere idrauliche e di gestione del territorio.

Il fascicolo d'indagine, coordinato dai pubblici ministeri Daniele Barberini e Francesco Coco, contesta i gravi reati di disastro colposo e reato di pericolo.

La ricostruzione investigativa, frutto del lavoro congiunto della Procura e dei Carabinieri e supportata da approfondite consulenze tecniche, delinea un quadro preoccupante: gli indagati avrebbero, infatti, provocato o quantomeno non impedito gli eventi alluvionali attraverso una "lunghissima e perdurante catena di negligenze, inefficienze burocratiche e omissioni". Questa espressione sottolinea la gravità e la continuità delle condotte contestate.

Le accuse e il contesto delle esondazioni

Le accuse si concentrano specificamente sulle tre esondazioni che hanno devastato il Ravennate nel periodo indicato, con particolare riferimento alle aree di Faenza e del bacino del Senio. La natura dei reati, disastro colposo e reato di pericolo, evidenzia non solo l'impatto distruttivo degli eventi, ma anche la presunta condotta negligente che li avrebbe preceduti o accompagnati.

L'indagine ha cercato di fare luce sulle responsabilità individuali e collettive dietro a quella che viene definita una serie prolungata di mancanze e inefficienze nella gestione e prevenzione dei rischi idrogeologici.

Il supporto tecnico scientifico all'inchiesta

Un ruolo fondamentale nell'inchiesta è stato svolto dalla consulenza tecnica affidata a un team di esperti del Politecnico di Milano. Tre autorevoli professori hanno contribuito con le loro competenze specifiche: Gianfranco Becciu, specialista in costruzioni idrauliche; Claudio Giulio Mari di Prisco, esperto in geotecnica; e Daniele Bocchiola, idrologo di fama. La loro analisi approfondita ha fornito il supporto scientifico necessario per individuare con precisione le responsabilità tecniche e procedurali nella progettazione, esecuzione e manutenzione delle opere idrauliche e nella più ampia gestione del territorio, elementi cruciali per la comprensione delle cause delle alluvioni e l'attribuzione delle colpe.