Le associazioni animaliste hanno espresso una ferma condanna per l’abbattimento di un lupo avvenuto a Marebbe, in Val Badia. Il provvedimento, descritto come «lampo», è stato firmato dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher. L’episodio si è verificato ieri e il lupo sarebbe stato ritenuto responsabile di alcune aggressioni a capre e pecore nella zona.

Non è stato reso noto se, prima dell’intervento, fossero state adottate misure preventive come il ricovero notturno degli animali, l’installazione di reti protettive o l’impiego di cani da guardiania.

Questo aspetto è stato fortemente evidenziato dalle associazioni, che hanno sollevato significativi dubbi sulla gestione del caso e sulla priorità data a soluzioni non letali.

La posizione delle organizzazioni animaliste

L’Oipa ha dichiarato in modo perentorio che «la colpa non è mai degli animali, che si comportano secondo il proprio istinto, ma sempre di condotte sbagliate da parte dell’uomo». L’associazione ha inoltre sottolineato l'esistenza di soluzioni scientificamente riconosciute per prevenire le predazioni, che a quanto pare non sarebbero state prese in considerazione in questa specifica occasione.

La Lav ha criticato aspramente la scelta della Provincia di Bolzano di ricorrere, per il terzo anno consecutivo, all’abbattimento anziché investire in strumenti non letali, universalmente riconosciuti come efficaci.

L'associazione ha inoltre evidenziato che il provvedimento è stato emanato ed eseguito durante il weekend, una circostanza che, a loro avviso, avrebbe impedito alle organizzazioni animaliste di verificarne la legittimità e di sottoporlo al giudizio della giustizia italiana, limitando così le possibilità di ricorso.

Gestione della fauna selvatica e contesto normativo in Alto Adige

La Provincia autonoma di Bolzano detiene competenze specifiche nella gestione della fauna selvatica, inclusi i grandi carnivori come il lupo. La normativa provinciale prevede la possibilità per le autorità di intervenire con provvedimenti straordinari qualora si accertino minacce concrete al bestiame domestico. Tuttavia, le associazioni animaliste continuano a chiedere un maggiore e più sistematico ricorso a misure preventive e non letali, in piena conformità con le raccomandazioni scientifiche e le normative europee che tutelano i predatori.

L’episodio di Marebbe si inserisce in un contesto più ampio di crescente confronto tra le istituzioni locali e le associazioni animaliste riguardo alla gestione dei lupi in Alto Adige. Questo dibattito è alimentato da richieste insistenti di maggiore trasparenza nelle decisioni e di un’attenzione prioritaria verso soluzioni alternative all’abbattimento, al fine di garantire una coesistenza più equilibrata tra attività umane e presenza dei grandi carnivori sul territorio.