Un uomo di 81 anni è stato denunciato a Randazzo, in provincia di Catania, a seguito di un episodio avvenuto nel pomeriggio del 26 luglio 2026. In via Bonaventura, mentre alcuni ragazzini giocavano a pallone, l'anziano è stato accidentalmente colpito. La sua reazione è stata inaspettata: ha estratto un coltello a serramanico e ha bucato il pallone, suscitando immediata paura tra i giovani e gli adulti presenti.
L'allarme è stato lanciato prontamente, e i Carabinieri della Stazione di Randazzo, impegnati nel consueto servizio di pattugliamento, sono intervenuti sul posto.
I militari hanno rintracciato l'uomo poco distante dal luogo dell'accaduto. Durante il controllo, hanno rinvenuto in suo possesso il coltello utilizzato: un'arma a serramanico della lunghezza complessiva di 13 centimetri, con una lama di 5 centimetri. L'oggetto è stato immediatamente sequestrato, e la dinamica dell'accaduto è stata ricostruita grazie alle testimonianze raccolte.
Le accuse: porto di armi o oggetti atti ad offendere
Sulla base degli elementi raccolti, l'81enne è stato formalmente denunciato all'Autorità Giudiziaria per porto di armi o oggetti atti ad offendere. La normativa italiana in materia è stringente e vieta esplicitamente il porto di coltelli o altri strumenti potenzialmente offensivi in luoghi pubblici, salvo che non sussista un giustificato motivo.
Tale disposizione è fondamentale per la tutela della sicurezza collettiva e per prevenire condotte che potrebbero degenerare in situazioni di pericolo, specialmente in contesti frequentati da cittadini e minori.
L'episodio ha generato comprensibile apprensione tra i minori e gli adulti che si trovavano in via Bonaventura, richiamando l'attenzione sull'importanza di mantenere un ambiente sicuro e sulla necessità di adottare comportamenti responsabili. La presenza di un'arma e la reazione impulsiva dell'anziano hanno evidenziato i rischi legati alla violazione delle norme sul porto d'armi.
L'uomo resta indagato e la sua posizione sarà valutata in sede giudiziaria. È garantita la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva, come stabilito dai principi del nostro ordinamento giuridico.