A Bolzano, il dibattito sull'apertura di piscine riservate alle sole donne ha radici profonde, risalendo già al 2009. La discussione si è accesa in particolare sulla possibilità di consentire alle donne musulmane di accedere agli impianti pubblici in orari dedicati, un modo per rispettare i precetti religiosi che prevedono l'assenza di uomini durante il bagno. All'epoca, il Lido di Bolzano fu il fulcro di queste polemiche.
L'allora sindaco Luigi Spagnolli, oggi senatore del Pd, si era dichiarato "pronto ad affrontare la questione, qualora vi fossero richieste", una posizione che generò immediate critiche da parte di Lega e Freiheitlichen.
L'iniziativa, nota come Frauenschwimmen (nuoto femminile), non riuscì a decollare a Bolzano, probabilmente anche a causa del forte dissenso. L'idea di dedicare fasce orarie esclusive alle donne era nata a Bergamo, dove la diocesi aveva già adottato questa soluzione, riservando un'ora della propria piscina ogni giovedì mattina per permettere alle donne, incluse le musulmane, di fare il bagno senza essere esposte a sguardi maschili.
Il modello europeo: Vienna e Monaco
Il concetto di Frauenschwimmen è una realtà consolidata in diverse città europee. A Vienna, per esempio, numerose piscine pubbliche offrono orari specifici riservati esclusivamente alle donne, senza distinzioni di fede. Similmente, a Monaco di Baviera, già dal 2003 una piscina dedica un intero pomeriggio alla clientela femminile.
Questa scelta è stata motivata non solo dalle esigenze delle donne di fede islamica, ma anche per accogliere donne sovrappeso, sottopeso, con disabilità, vittime di violenza sessuale o che hanno subito interventi al seno, offrendo loro un ambiente più confortevole e protetto.
L'ammissione del burkini al Lido di Bolzano
Negli anni successivi, la discussione a Bolzano si è evoluta, concentrandosi anche sull'utilizzo del burkini nelle piscine pubbliche. Questo costume da bagno, che copre il corpo lasciando scoperti solo viso, mani e piedi, è stato ufficialmente ammesso al Lido di Bolzano. Gianni Felicetti, responsabile dell'impianto per il Comune, ha confermato l'aggiornamento del regolamento per venire incontro alle esigenze delle donne musulmane che desiderano fare il bagno coperte.
L'Ufficio sport, dopo aver esaminato il costume, ha dato il via libera, specificando chiaramente che "in acqua solo burkini, non certo veli". Questa decisione, tuttavia, ha generato opinioni contrastanti tra i frequentatori del Lido.
Il regolamento dell'impianto prevede l'obbligo di indossare un costume da bagno o un prendisole e, per motivi di igiene, vieta l'ingresso con calzature diverse da ciabatte o zoccoli. Il monokini è tollerato unicamente se le bagnanti rimangono sdraiate. L'ammissione del burkini si configura come un adattamento ai tempi e alle nuove esigenze di una popolazione in crescita, considerando che in Alto Adige risiedono quasi 50 mila immigrati, e riflette la necessità di rispondere alle loro richieste.