La Campania si posiziona all'ultimo posto in Italia per il deposito delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), conosciute anche come testamento biologico. La regione ha registrato il minor numero di dichiarazioni depositate presso i Comuni, confermando la sua posizione di maglia nera a livello nazionale.

Le DAT rappresentano uno strumento essenziale che consente ai cittadini di esprimere in anticipo le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, qualora in futuro non fossero più in grado di autodeterminarsi. In Campania, il numero di queste dichiarazioni è significativamente inferiore rispetto ad altre regioni italiane, mostrando una scarsa adesione generalizzata.

Questa tendenza negativa coinvolge tutte le province campane. Napoli, in particolare, registra il valore più contenuto rispetto alle altre grandi città italiane, contribuendo in modo determinante al dato regionale. La situazione campana si pone in netta controtendenza rispetto ad altre aree del Paese, dove si osserva invece una maggiore sensibilità e partecipazione dei cittadini al deposito delle DAT.

Comprendere il Testamento Biologico e le DAT

Il testamento biologico, o Disposizioni Anticipate di Trattamento, è uno strumento legale previsto dalla legge italiana. Permette a ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere di esprimere le proprie volontà sui trattamenti sanitari futuri, nel caso in cui non sia più in grado di comunicarle.

Le DAT possono essere depositate presso gli uffici dello Stato Civile dei Comuni e sono disciplinate dalla legge n. 219 del 22 dicembre 2017.

La legge 219 del 2017 stabilisce che le volontà espresse nelle DAT possono essere modificate o revocate in qualsiasi momento. Il medico è tenuto a rispettarle, salvo i casi espressamente previsti dalla normativa. Il deposito delle DAT è gratuito e non richiede la presenza di un notaio, ma può essere effettuato anche tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata.