Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) ha sollecitato un intervento urgente presso la Casa circondariale di Taranto, inviando una lettera al sindaco Piero Bitetti e ad altre autorità competenti. L'obiettivo è verificare le condizioni igienico-sanitarie, definite dal sindacato come “gravissime”, aggravate dal caldo estremo e dal sovraffollamento dell'istituto.
Sovraffollamento e carenza di personale
La Casa circondariale di Taranto, progettata per una capienza inferiore a 400 posti, ospita attualmente oltre 850 detenuti, superando il 220% della sua capacità regolamentare.
Questa situazione è ulteriormente aggravata dalla carenza di personale di polizia penitenziaria, che conta meno di 300 unità a fronte di una necessità stimata di almeno 150 agenti in più. Il Sappe evidenzia come il sovraffollamento, unito alle temperature elevate e a periodici episodi di carenza d'acqua, comprometta gravemente le condizioni di vivibilità per i detenuti e per gli operatori.
Impatto del caldo e rischi per la salute
Il sindacato denuncia che la struttura edilizia del carcere, in cemento, accumula calore durante il giorno per rilasciarlo lentamente durante la notte, ostacolando il raffreddamento di celle e reparti. Le temperature interne possono superare di 15 gradi quelle esterne, trasformando gli ambienti in veri e propri “forni” e impedendo un adeguato riposo notturno.
Questa condizione è particolarmente critica per i detenuti fragili, inclusi coloro affetti da patologie croniche e psichiatriche, per i quali il caldo intenso acuisce i malori preesistenti.
Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe, ha richiamato l'attenzione su normative internazionali e nazionali, tra cui quelle dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e sulla legislazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Ha esortato il sindaco a considerare l'adozione di provvedimenti urgenti, citando come precedente l'intervento del 2010 nel carcere di Pordenone, dove il sovraffollamento fu alleggerito tramite trasferimenti. Il Sappe ha concluso con una dura critica, affermando che la situazione attuale nelle carceri italiane, che coinvolge detenuti e poliziotti, “va oltre ogni concezione di tortura” e che “solo uno stato non democratico può permettere” tali condizioni, denunciando una mancanza di azioni concrete.
La situazione carceraria in Italia e in Puglia
Il quadro generale mostra un sovraffollamento nazionale in costante aumento, che raggiunge il 140%. La Puglia si posiziona come una delle regioni più critiche, con una percentuale del 175%. In particolare, le province di Taranto e Foggia registrano livelli di sovraffollamento superiori al 220% rispetto alla capienza regolamentare, evidenziando le situazioni più allarmanti a livello regionale.