La Procura generale della Cassazione ha richiesto la conferma della condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo. Roggero è accusato di aver ucciso due rapinatori, Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino, e di aver ferito un terzo uomo, Alessandro Modica, a seguito dell’assalto al suo negozio avvenuto il 28 aprile 2021. La sentenza definitiva della Cassazione è attesa nel pomeriggio di oggi.
La vicenda ha generato un’ampia risonanza pubblica e mediatica. Roggero, già condannato in appello, ha costantemente sostenuto di aver agito in legittima difesa, dichiarando di aver voluto proteggere la moglie e la figlia, entrambe presenti durante la rapina.
Tuttavia, l’interpretazione dei giudici ha ritenuto la sua azione non giustificata, poiché i rapinatori erano già in fuga e il pericolo «non era più attuale» al momento degli spari.
La dinamica dei fatti e il dibattito pubblico
Un dettagliato video di sorveglianza, della durata di otto minuti, documenta l’intera sequenza degli eventi: dall’irruzione dei rapinatori all’intervento di Roggero, fino agli spari esplosi all’esterno del negozio e alla successiva chiamata ai servizi di emergenza 112. Nei giorni immediatamente precedenti il pronunciamento della sentenza, Roggero ha diffuso un messaggio ai suoi sostenitori attraverso i social media. Nel messaggio, dichiarava: «Fra tre giorni saprò quale sarà il mio futuro», esprimendo gratitudine per l’affetto ricevuto e lanciando un appello per le donazioni.
Ha evidenziato di essere costretto a vendere immobili e a sostenere oneri legali e risarcimenti complessivi pari a 780 mila euro, di cui 300 mila già versati.
Il caso ha catalizzato un crescente sostegno pubblico, manifestatosi anche attraverso espressioni di solidarietà politica. Il vicepremier Matteo Salvini ha pubblicamente espresso il proprio appoggio a Roggero, ribadendo la sua convinzione che “la difesa è sempre legittima”. In un evento svoltosi a Vicenza il 28 giugno, Roberto Vannacci e Giuseppe Cruciani hanno indossato magliette con la scritta “Siamo tutti Roggero”, simbolo della vicinanza al gioielliere.
Le implicazioni della decisione della Cassazione
La Procura generale presso la Corte di Cassazione ha formalmente ribadito la richiesta di conferma della condanna pronunciata in appello.
La decisione che verrà presa dalla Suprema Corte sarà cruciale e determinerà in modo definitivo il futuro giudiziario di Roggero. In caso di conferma della sentenza d’appello, Roggero dovrà scontare la pena inflittagli e affrontare le significative conseguenze economiche e personali già delineate, che includono la vendita di beni e il pagamento di ingenti risarcimenti.
L’attesa per il verdetto finale rimane elevata, sia per la famiglia di Mario Roggero, profondamente coinvolta nella vicenda, sia per l’opinione pubblica, che continua a seguire con grande attenzione gli sviluppi di questo complesso caso giudiziario.