La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dai legali della famiglia Polese, confermando la confisca del Grand hotel La Sonrisa, celebre come il Castello delle cerimonie, e la conseguente revoca delle licenze. La decisione della quarta sezione penale, giunta il 10 luglio 2026 al termine di una lunga camera di consiglio, sancisce la chiusura definitiva della nota struttura di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, coinvolta in un processo per lottizzazione abusiva.
La Procura generale e i difensori di Concetta e Agostino Polese avevano congiuntamente richiesto alla Suprema Corte di disporre un nuovo giudizio presso la Corte d'Appello di Roma.
L'istanza era motivata dalla presunta mancata valutazione di numerose nuove prove, introdotte dalla difesa con l'intento di dimostrare l'insussistenza del reato di lottizzazione abusiva, che ha portato alla confisca del complesso. Tuttavia, la Cassazione ha rigettato la richiesta congiunta di annullamento della sentenza, formulata sia dall'accusa che dalla difesa. Le motivazioni dettagliate di tale verdetto verranno rese note successivamente, con il deposito della decisione.
La vicenda giudiziaria e la confisca definitiva
Il Grand hotel La Sonrisa, conosciuto in tutta Italia per aver ospitato innumerevoli matrimoni, banchetti e ricevimenti in una cornice sfarzosa, e per essere stato protagonista di una popolare serie televisiva, è stato oggetto di confisca a seguito dell'accertamento definitivo del reato di lottizzazione abusiva.
Questo reato prevede la confisca degli immobili realizzati attraverso la lottizzazione stessa. Il Comune di Sant’Antonio Abate ha quindi proceduto alla revoca delle autorizzazioni per l'albergo e il ristorante, acquisendo l'immobile al proprio patrimonio comunale, in base al principio che in un immobile confiscato e in locali abusivi non possono essere rilasciate o rinnovate licenze commerciali.
Questa posizione del Comune è stata ulteriormente rafforzata dall'ordinanza del Consiglio di Stato del 9 giugno 2026, che ha respinto la richiesta avanzata dalla Sonrisa di ribaltare l'ordinanza del Tar Campania e ha confermato la revoca delle licenze. Il Consiglio ha evidenziato che, "in base ai pronunciamenti giurisdizionali versati agli atti del giudizio, appare verosimile ritenere che la confisca disposta in sede penale a seguito dell'affermazione di abusività e assenza di destinazione turistico-ricettiva dell'intero complesso edilizio componente il Grand Hotel la Sonrisa sia divenuta ormai definitiva in data 15 febbraio 2024".
I prossimi passi legali e i ricorsi pendenti
Nonostante i recenti pronunciamenti della giustizia amministrativa e penale, la vicenda giudiziaria non è considerata conclusa. L'avvocato Dario Vannetiello, uno dei difensori della famiglia Polese, ha dichiarato che pende un ulteriore ricorso per Cassazione a sua firma. Questo nuovo ricorso si fonda su una diversa ragione giuridica rispetto ai precedenti, con l'obiettivo di ottenere la revoca della confisca del Castello delle cerimonie. Secondo il penalista, la condanna alla confisca andrebbe annullata perché sarebbe stata generata da una prova falsa.
La struttura, divenuta simbolo di una lunga e complessa battaglia legale tra il Comune di Sant’Antonio Abate e i proprietari della Sonrisa, resta dunque chiusa.
Il Castello delle cerimonie, sorto nei decenni senza le necessarie autorizzazioni e licenze secondo quanto emerso dagli atti giudiziari, ha rappresentato per anni un punto di riferimento per eventi e cerimonie nella regione, oltre a essere noto al grande pubblico televisivo. La sua sorte definitiva è legata agli sviluppi dei prossimi ricorsi, in una querelle in punta di diritto che non permette ancora di sbilanciarsi su un esito certo.