Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo profondo cordoglio per la scomparsa di Don Antonio Mazzi, figura emblematica di sacerdote, educatore e comunicatore. La sua esistenza è stata interamente dedicata al servizio degli ultimi e dei fragili della società: dagli emarginati ai poveri, dai disabili ai tossicodipendenti. Un impegno che ha lasciato un segno indelebile.

La testimonianza di Don Mazzi è stata caratterizzata da un impegno sociale e civile vigoroso, spesso coraggioso, manifestato con particolare dedizione nella formazione dei giovani.

Egli fu un pioniere nella creazione di ambienti e occasioni, spesso innovative, volte a promuovere la solidarietà e l'amicizia. Il Capo dello Stato ha voluto esprimere la solidarietà e la vicinanza della Repubblica alla sua comunità e a tutti i suoi ragazzi, come si evince da una nota ufficiale.

La vita e l'opera di Don Antonio Mazzi

Don Antonio Mazzi nacque a Verona il 30 novembre 1929. La sua vocazione lo portò a ricevere l'ordinazione sacerdotale a Ferrara il 26 marzo 1955, entrando a far parte della Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza. Nel corso della sua formazione, approfondì in modo significativo le problematiche legate all'età evolutiva, frequentando corsi di specializzazione in psicologia, psicopedagogia e psicoanalisi delle istituzioni presso importanti centri di studio a Roma, Milano e Bologna.

Questa preparazione multidisciplinare fu fondamentale per il suo futuro operato.

Un momento cruciale nella sua missione fu l'avvio, nel 1989, del Progetto Exodus. Questa iniziativa, nata con l'obiettivo di offrire supporto e percorsi di recupero a persone in difficoltà, si trasformò nel 1996 nella Fondazione Exodus Onlus. Sotto la sua guida, la fondazione è cresciuta esponenzialmente, arrivando a contare oggi una trentina di centri operativi distribuiti su tutto il territorio italiano, affiancati da una ventina di cooperative che ne supportano le attività e la missione.

L'impegno di Don Mazzi nel giornalismo e nella comunicazione

Oltre al suo instancabile lavoro sociale e pastorale, Don Antonio Mazzi fu anche un prolifico protagonista nel campo del giornalismo e della comunicazione.

Ha collaborato attivamente con importanti testate nazionali, offrendo il suo contributo a pubblicazioni come Famiglia Cristiana, il Corriere della Sera, La Stampa, Avvenire e Jesus. La sua capacità di comunicare in modo diretto ed efficace lo rese una figura molto richiesta anche nel panorama televisivo e radiofonico.

Fu ospite fisso in popolari trasmissioni televisive, tra cui la storica Domenica In, dove la sua presenza era attesa e apprezzata. La sua voce raggiunse un vasto pubblico anche attraverso la radio, conducendo rubriche di successo come “Don Mazzi dà i numeri” su RTL 102.5. Il suo impegno comunicativo si estese ulteriormente con la risposta quotidiana alle lettere di giovani e famiglie su SAT2000 e con la conduzione di programmi dedicati su Odeon TV, dimostrando una costante e capillare presenza mediatica al servizio della sua missione educativa e di supporto.