Il 27 luglio 2026, circa trecento persone hanno partecipato a un corteo a Cosenza per chiedere verità e giustizia sulla morte di Mohamed Amin Bessioud. Il 25enne di origini tunisine è deceduto precipitando dal terzo piano della sua abitazione, durante un controllo dei carabinieri.

La manifestazione è stata promossa da esponenti della società civile, rappresentanti politici e dal vescovo dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, monsignor Giovanni Checchinato. Durante il corteo, sono stati esposti striscioni con messaggi come “Giustizia per il nostro Momo” e “Eri, sei e sarai per sempre il guerriero della luce che illuminerà sempre i nostri cuori”.

I partecipanti hanno anche lanciato in cielo volantini con la foto del giovane e palloncini bianchi.

Le richieste di chiarezza e l'indagine della Procura

L'iniziativa mira a sollecitare piena chiarezza sulla dinamica dei fatti, oggetto di indagine della Procura della Repubblica di Cosenza. I manifestanti chiedono luce sulle modalità operative delle forze dell'ordine durante il controllo nell'appartamento di Mohamed Amin Bessioud.

La caduta del giovane è avvenuta durante una perquisizione condotta dai carabinieri. Le indagini della Procura sono in corso per accertare le circostanze esatte e verificare eventuali responsabilità connesse all'intervento delle forze dell'ordine.

Il ruolo della Procura di Cosenza nelle indagini

La Procura della Repubblica di Cosenza è l'organo giudiziario competente per le indagini su fatti penali nel territorio. L'ufficio coordina e dirige le indagini preliminari, con il compito di accertare la verità dei fatti e valutare eventuali reati. Nel caso di Mohamed Amin Bessioud, la Procura ha avviato accertamenti per chiarire la dinamica e le responsabilità dell'episodio.

La vicenda ha suscitato ampia partecipazione e attenzione nella comunità locale. Attraverso la manifestazione, i cittadini hanno chiesto trasparenza e giustizia per il giovane deceduto, la cui morte ha scosso la città.