Adriano Cappellari, giovane collaboratore di un settimanale locale di Enego (Vicenza), è ora indagato per i reati di incendio, calunnia e simulazione di reato. Questa iscrizione nel registro degli indagati giunge dopo che lo stesso Cappellari aveva precedentemente denunciato di essere stato vittima di un incendio al portone della sua abitazione e di aver ricevuto minacce scritte. Le missive intimidatorie erano rivolte non solo a lui, ma anche a figure pubbliche come don Maurizio Patriciello e la premier Giorgia Meloni. La notizia è stata diffusa dalla Procura della Repubblica di Vicenza, a seguito di una serie di perquisizioni – personali, domiciliari e informatiche – eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa presso l'abitazione del giornalista.
L'atto intimidatorio denunciato: dinamica e protagonisti
L'episodio che aveva originato la denuncia di Cappellari riguardava il deposito di un ordigno artigianale davanti al cancello d'ingresso della sua casa. L'analisi approfondita delle immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza ha rivelato la presenza di più individui, tutti con il volto travisato, che avrebbero agito con premeditazione. Questi soggetti avrebbero atteso che il cronista rientrasse nella sua abitazione prima di innescare la deflagrazione. Il dispositivo rudimentale era composto da una combinazione di elementi altamente infiammabili ed esplosivi: bombolette di gas, bottiglie di alcol etilico, petardi e una tanica contenente liquido infiammabile.
La sua attivazione ha provocato un forte boato, chiaramente inteso a incutere terrore nella vittima e nell'ambiente circostante.
In merito alla possibile matrice di questo presunto atto intimidatorio, Adriano Cappellari aveva espresso le proprie considerazioni. "Escludo che c'entrino mafia o o camorra," aveva dichiarato il giovane cronista vicentino, che in passato si era schierato apertamente a sostegno del parroco anti-clan Don Patriciello. "Credo che siano state persone di qua, ma non so perché." Questa affermazione suggerisce una possibile pista locale, sebbene priva di ulteriori dettagli specifici.
Le indagini della Procura e le nuove accuse
Le indagini relative all'episodio sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Vicenza e affidate ai Carabinieri del comando provinciale di Vicenza.
Inizialmente, era stato aperto un fascicolo per i reati di minaccia aggravata e danneggiamento, a seguito della denuncia di Cappellari. Tuttavia, il corso delle investigazioni ha portato a un significativo sviluppo: la Procura ha comunicato l'iscrizione dello stesso Adriano Cappellari nel registro degli indagati. I capi d'accusa a suo carico sono ora incendio, calunnia e simulazione di reato, configurando un ribaltamento della posizione iniziale del giornalista da vittima a sospettato. Le attività investigative hanno incluso, come parte integrante del processo, perquisizioni personali, domiciliari e informatiche presso la sua abitazione, volte a raccogliere elementi utili a chiarire la dinamica dei fatti e le responsabilità.