L’avvocato Giuseppe Caforio, garante per la Regione Umbria delle persone sottoposte a limitazioni della libertà, ha denunciato una situazione di grave criticità nelle carceri umbre e toscane. Una recente circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) Toscana e Umbria, infatti, ha autorizzato la collocazione di detenuti su materassi e brande a terra nelle celle. La disposizione, inviata alle Direzioni delle strutture detentive regionali, invita a utilizzare “tutti gli spazi disponibili” e ad adottare “ogni iniziativa opportuna, compresa in via estrema, per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande e materassi a terra”.

Caforio ha definito questa soluzione un chiaro segnale di “implosione” del sistema carcerario, che avrebbe raggiunto “livelli di inciviltà giuridica e umana incredibili”. Il garante ha sottolineato come il sovraffollamento e la carenza di personale stiano portando a legittimare pratiche considerate illegittime, come la saturazione degli spazi già esigui delle celle. Caforio ha ricordato che la sentenza Torreggiani della Cassazione stabilisce i diritti minimi di spazio per i detenuti, i quali, secondo la circolare, sarebbero ora compromessi. “Come garante dei detenuti non posso che denunciare questa ennesima violazione che sta determinando fortissima agitazione all’interno delle carceri da parte della stessa amministrazione penitenziaria decentrata, degli organi di polizia penitenziaria e dei detenuti”, ha concluso Caforio.

La circolare DAP e l'emergenza sovraffollamento

La circolare del DAP, trasmessa attraverso il Provveditorato regionale della Toscana, è stata inviata ai direttori degli istituti penitenziari per fronteggiare l’emergenza dovuta al sovraffollamento carcerario. La disposizione prevede che, in caso di necessità, si possa temporaneamente superare la capienza prevista delle celle, adottando soluzioni provvisorie. L'obiettivo è gestire l'accoglienza dei detenuti in attesa che venga individuata una sistemazione alternativa in un altro carcere con posti disponibili. La situazione è ulteriormente aggravata dalla recente chiusura di sette sezioni della casa circondariale di Sollicciano, che ha comportato il trasferimento di numerosi detenuti e un conseguente aumento della pressione sull’intero sistema penitenziario regionale.

Diritti dei detenuti e il ruolo del garante

Il garante per la Regione Umbria ha il compito di monitorare le condizioni di detenzione e di segnalare eventuali criticità riguardanti il rispetto dei diritti delle persone private della libertà. La denuncia di Caforio si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il rispetto delle norme stabilite dalla Cassazione, in particolare dalla sentenza Torreggiani, che definisce gli standard minimi di vivibilità nelle celle. La collocazione di materassi e brande a terra rappresenta, a suo avviso, una chiara violazione di tali standard, contribuendo a un clima di forte agitazione tra il personale penitenziario e i detenuti.