Tre petroliere sono state colpite nello Stretto di Hormuz, in una serie di attacchi a navi in transito nel cruciale passaggio del Golfo Persico. Questi assalti minacciano di compromettere il flusso del traffico marittimo, mentre si sperava di ripristinare le normali pratiche di spedizione e allentare le tensioni economiche globali.

Una delle petroliere, una nave cisterna di gas naturale liquefatto (GNL), è stata colpita al largo delle coste dell'Oman e ha preso fuoco. L'incidente, causato da un veicolo aereosenza pilota non identificato, ha provocato lievi danni strutturali.

Non sono state segnalate vittime né impatti ambientali, e la nave ha proseguito verso il suo prossimo porto di scalo. Altre due petroliere hanno subito danni, una delle quali è stata anch'essa colpita da un drone. Anche in questi casi, nessun ferito e almeno una delle navi ha potuto proseguire. Le autorità indagano sugli episodi, senza rilevare effetti ambientali significativi.

Tensioni e sicurezza delle rotte strategiche

Il Qatar ha attribuito all'Iran la responsabilità dell'attacco alla nave cisterna di GNL, definendolo un "attacco inaccettabile" e una "grave violazione del diritto internazionale". Il Qatar ha ritenuto l'Iran pienamente responsabile. L'Iran ha più volte dichiarato che solo le rotte da essa approvate nello Stretto sono considerate sicure.

Tuttavia, un organismo multinazionale coordinato dalla Marina statunitense ha confermato che la rotta vicino alle coste dell'Oman rimane disponibile per tutto il traffico navale.

Le forze militari iraniane avevano avvertito che tutte le petroliere nello Stretto avrebbero dovuto usare le rotte approvate e che interferenze statunitensi avrebbero incontrato una reazione rapida e decisiva. Un precedente tentativo di Oman e di un'agenzia delle Nazioni Unite di lanciare una nuova rotta vicino alla costa dell'Oman aveva già scatenato attacchi nella regione.

Nonostante un accordo provvisorio tra Iran e Stati Uniti per consentire il passaggio delle navi senza oneri per sessanta giorni, Teheran ha insistito sul controllo delle rotte e sull'applicazione di tariffe per il transito, una pratica che sconvolgerebbe decenni di consuetudini.

Stati Uniti e stati arabi del Golfo hanno dichiarato che non accetteranno tariffe imposte dall'Iran per il passaggio nello Stretto.

Un recente monitoraggio ha rivelato che oltre cento navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz utilizzando diverse rotte in un solo fine settimana, evidenziando la persistente necessità di sicurezza e chiarezza nelle procedure di navigazione.