La riforma autovelox, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha iniziato a produrre i suoi effetti concreti sul territorio nazionale, con un impatto significativo anche in Veneto. Nella regione, infatti, sono stati disattivati ben 84 autovelox, portando il numero dei dispositivi omologati a 380, a fronte dei 464 complessivamente installati. Questa drastica riduzione è la diretta conseguenza dell'entrata in vigore del nuovo decreto sull'omologazione, che stabilisce criteri univoci e stringenti per tutti gli apparecchi adibiti al rilevamento automatico delle infrazioni ai limiti di velocità.

Impatto della nuova normativa in Veneto

La misura, fortemente sostenuta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, mira a porre fine a quello che è stato definito il "caos delle multe" da rilevamento automatico, una situazione protrattasi per oltre trentaquattro anni. Una nota del Ministero sottolinea come l'introduzione di regole chiare e uniformi sia fondamentale per garantire la sicurezza stradale. Il Ministro Salvini ha ribadito l'importanza di un controllo efficace per la sicurezza, ma ha anche evidenziato che tale controllo non deve in alcun modo trasformarsi in un mezzo "poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini". L'obiettivo primario resta la prevenzione e il rispetto delle norme, non la mera sanzione.

Le nuove regole nazionali per l'omologazione

Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale l'11 luglio 2026 e divenuto operativo dal 12 luglio 2026, introduce un quadro normativo preciso per l'omologazione degli autovelox. In base alle nuove disposizioni, solo i dispositivi che risultano conformi ai prototipi elencati nell'Allegato B del decreto sono considerati automaticamente omologati. Tutti gli altri apparecchi, per poter essere nuovamente abilitati, dovranno seguire una specifica e rigorosa procedura di omologazione. Un aspetto cruciale della riforma riguarda l'obbligo di sottoporre ogni esemplare a una taratura iniziale e a verifiche periodiche, con cadenza almeno annuale.

Tutte le funzionalità devono essere documentate in modo trasparente.

A livello nazionale, i dati indicano che circa 3.150 autovelox sono attualmente attivi e conformi, mentre circa 850 dispositivi non sono più abilitati a elevare multe valide, in attesa di una nuova omologazione da parte dei produttori. Il nuovo decreto abroga la precedente normativa del 2017, pur mantenendo in vigore alcune disposizioni transitorie fino al 12 luglio 2027, per facilitare la transizione.

È importante sottolineare che la pubblicazione del decreto non ha alcun effetto retroattivo: i verbali già notificati prima del 12 luglio 2026 mantengono la loro validità, poiché le nuove regole si applicano esclusivamente alle sanzioni future.

Per garantire la piena conformità, gli enti accertatori e i Comuni sono ora tenuti a rispettare obblighi documentali precisi, relativi alla gestione e alla verifica costante dei dispositivi di rilevamento della velocità presenti sul loro territorio.