Due cittadini albanesi, di 44 e 29 anni, residenti rispettivamente a Mirano e Jesolo (Venezia), sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Mestre con l'accusa di tentato omicidio. L'operazione, supportata dal Nucleo Investigativo dell'Arma di Venezia e da un'unità cinofila dei Carabinieri di Torreglia (Padova), ha portato all'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Venezia. L'episodio al centro delle indagini risale al primo luglio 2026, quando un uomo fu ferito a colpi d'arma da fuoco nel veneziano, in un agguato che si ipotizza legato a una rete di spaccio di stupefacenti.
L'aggressione è avvenuta nella notte del primo luglio, intorno all'1:30, nei pressi dell'abitazione della vittima a Mirano. L'uomo, anch'esso di nazionalità albanese, stava rientrando a casa in compagnia della sua compagna quando è stato raggiunto da un colpo d'arma da fuoco tra la spalla e il collo. Nonostante la grave ferita, la vittima è riuscita a fuggire e a trovare riparo nella vegetazione circostante la sua abitazione. I soccorsi, prontamente allertati, hanno visto l'intervento dei sanitari del Suem 118, che hanno prestato le prime cure sul posto prima di trasferire l'uomo all'ospedale dell'Angelo di Mestre. Fortunatamente, le sue condizioni non sono state considerate gravi.
Le indagini e il movente dello spaccio
Le indagini, avviate immediatamente dai Carabinieri, hanno permesso di raccogliere elementi significativi. Durante le perquisizioni nelle abitazioni e nelle auto dei due arrestati, sono state rinvenute munizioni dello stesso calibro del proiettile recuperato sul luogo dell'agguato. Inoltre, è stato sequestrato materiale chiaramente riconducibile all'attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli inquirenti hanno formulato l'ipotesi che l'aggressione sia maturata proprio all'interno di una complessa rete di traffico di droga, attiva tra Mirano e i comuni limitrofi. La vittima, infatti, avrebbe manifestato l'intenzione di abbandonare il giro per intraprendere un percorso di legalità, una decisione che potrebbe aver scatenato la reazione violenta.
A supporto di questa tesi, a carico dei due arrestati sono state raccolte prove di minacce precedenti, risalenti al febbraio scorso, le quali non avevano sortito l'effetto desiderato. Le accuse contestate ai due uomini sono, oltre al tentato omicidio, anche la detenzione abusiva di arma comune da sparo. Al momento, l'arma utilizzata per ferire l'uomo non è stata ancora recuperata, e le ricerche sono tuttora in corso.
L'impegno delle forze dell'ordine nel veneziano
L'operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Mestre, con il prezioso contributo del Nucleo Investigativo di Venezia e delle unità cinofile di Torreglia, sottolinea l'attenzione delle forze dell'ordine verso il contrasto alla criminalità organizzata e allo spaccio di droga nel territorio veneziano.
La zona di Mirano e i comuni circostanti sono da tempo sotto osservazione per la presenza di attività illecite legate al traffico di stupefacenti. Gli accertamenti investigativi proseguono con l'obiettivo di chiarire ogni dettaglio della dinamica e del movente dell'agguato, assicurando piena giustizia.