Sette persone e la società che ha acquisito il ramo d'azienda della Esplodenti Sabino sono attualmente indagate nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Vasto. L'indagine è scaturita dall'esplosione avvenuta lo scorso 9 luglio nell'impianto di Casalbordino, in provincia di Chieti, un evento tragico che ha causato la morte del lavoratore Carlo Piscopo, di 59 anni, e il ferimento di un operaio di 54 anni.

Le accuse formulate includono omicidio colposo, lesioni colpose e la violazione di diverse normative in materia di sicurezza sul lavoro.

Alla società viene inoltre contestato un illecito amministrativo. Le informazioni di garanzia sono state notificate in previsione dell'autopsia, fissata per mercoledì 15 luglio a Chieti e affidata al medico legale Pietro Falco. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Silvia Di Nunzio.

Le indagini e la mobilitazione sindacale

La vasca esplosa all'interno dell'impianto è stata posta sotto sequestro e sarà sottoposta ad analisi approfondite da parte degli esperti. Su disposizione della Procura, i carabinieri hanno già ascoltato numerosi testimoni. La vicenda ha generato un'ondata di indignazione a Casalbordino e in tutto il Vastese, portando i sindacati a proclamare uno sciopero per la mattina del 13 luglio, che ha coinvolto tutti i lavoratori del settore privato nella provincia di Chieti.

È stato inoltre organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede dell'ex Esplodenti Sabino, con inizio alle ore 10.

L'USB ha dichiarato che «le parole di cordoglio non bastano più», sottolineando la necessità di «atti concreti e conseguenti». Anche i Cobas di San Salvo hanno espresso forte preoccupazione per la crescente frequenza degli incidenti sul lavoro, sollevando interrogativi cruciali sulle condizioni di sicurezza e sulle adeguate protezioni fornite ai dipendenti. Il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, ha ribadito la ferma volontà di agire: «Il tempo dei buoni propositi è finito. I cittadini vogliono la sicurezza e questo deve essere anche il nostro obiettivo».

Il contesto produttivo e gli sviluppi futuri

L'impianto teatro dell'esplosione, originariamente di proprietà della Esplodenti Sabino, è stato successivamente acquisito dalla società Arca Defense. L'azienda opera nel settore della produzione di materiali esplodenti, includendo anche processi di riconversione produttiva, come il passaggio dalla fabbricazione di fuochi d'artificio alla produzione di proiettili.

La Procura di Vasto prosegue con determinazione le indagini per accertare le cause precise dell'esplosione e verificare il pieno rispetto delle normative di sicurezza sul lavoro. L'autopsia sul corpo di Carlo Piscopo rappresenta un momento fondamentale per l'accertamento delle responsabilità e per fare piena luce sull'incidente mortale avvenuto nell'impianto di Casalbordino.