Un uomo di 30 anni è stato condannato a sette anni e otto mesi di reclusione dal tribunale di Genova. La sentenza, emessa dalla giudice Angela Nutini con rito abbreviato, ha riconosciuto l'imputato colpevole di gravi reati: induzione alla prostituzione, pedopornografia ed estorsione. Le vittime erano ragazzine minorenni, di età compresa tra i 12 e i 14 anni, adescate attraverso i social network.
L'indagine, coordinata dalla pm Valentina Grosso, prese il via a gennaio dell'anno precedente. Curiosamente, fu lo stesso uomo a contattare la polizia, denunciando presunte minacce da parte del padre di una dodicenne conosciuta online.
Gli accertamenti, condotti con meticolosità dal commissariato di Sestri Ponente, hanno permesso di ricostruire un quadro inquietante: l'uomo aveva incontrato la giovanissima e abusato di lei all'interno della sua auto. A seguito di queste rivelazioni, l'arresto è scattato nel mese di agosto.
Le modalità degli abusi e il sistema di ricatto
Il modus operandi dell'uomo prevedeva l'adescamento delle vittime sui social network, offrendo loro rapporti sessuali a pagamento. Ciò che emerge con particolare gravità è che, in numerosi episodi, gli abusi venivano filmati. Questi video erano poi utilizzati come strumento di ricatto per costringere le minori a trovare altre giovanissime vittime o a sottostare a ulteriori rapporti sessuali, creando un vero e proprio circolo vizioso di coercizione.
Le prove raccolte hanno documentato in modo inequivocabile questo sistema di minacce e pressione psicologica ai danni delle vittime.
Le indagini hanno inoltre rivelato che l'uomo si avvaleva di somme di denaro, provenienti da un'eredità, per retribuire le giovani vittime. Questo dettaglio ha contribuito a delineare la gravità e la premeditazione delle sue azioni. Gli investigatori sono riusciti a identificare numerosi episodi e a ricostruire l'intera rete di contatti, comprendendo le sofisticate modalità con cui le minori venivano selezionate e avvicinate attraverso le piattaforme social.
L'intervento delle forze dell'ordine e della giustizia
L'attività investigativa è stata condotta con grande impegno dal commissariato di Sestri Ponente, operando sotto lo stretto coordinamento della Procura di Genova.
Il caso ha evidenziato una proficua collaborazione tra le forze dell'ordine e gli uffici giudiziari, con l'obiettivo primario di tutelare le vittime minorenni e di raccogliere tutti gli elementi probatori necessari per il processo.
La sentenza di condanna rappresenta l'epilogo di un procedimento giudiziario complesso, che ha visto il coinvolgimento di diverse istituzioni e che si è basato su testimonianze cruciali e su un'ampia mole di prove digitali, fondamentali per la ricostruzione dei fatti. L'uomo dovrà ora scontare la pena detentiva di sette anni e otto mesi, come stabilito dal tribunale, a fronte dei gravissimi reati commessi.