Nel pomeriggio del 21 luglio 2026, una violenta grandinata ha colpito il Maceratese, interessando in particolare Pieve Torina e altre località dell’interno come Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera. I chicchi di grandine, descritti come grandi quanto albicocche, hanno causato danni ingenti alle Soluzioni abitative d’emergenza (Sae), le casette post terremoto, aggravando la situazione per la popolazione già vulnerabile della regione.

Danni strutturali e l'intervento delle autorità

Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, ha definito la situazione "mai vista", evidenziando gravi danni alle Sae: tetti sfondati, guarnizioni forate e conseguenti infiltrazioni d’acqua all’interno delle abitazioni.

La grandinata ha inoltre colpito auto, vetri e tavolini, abbattendo rami e foglie e creando condizioni di potenziale pericolo sulle strade della zona.

Di fronte a questa nuova emergenza, le autorità locali hanno immediatamente attivato la Protezione Civile, richiedendo con urgenza alla struttura nazionale il ripristino dell’agibilità delle Sae. La popolazione, già provata dal sisma e da un periodo di caldo torrido, si trova ora ad affrontare una nuova emergenza, che richiede interventi rapidi e coordinati per garantire sicurezza e supporto.

L'eccezionalità del fenomeno e le verifiche in corso nei Sibillini

L'intensità del fenomeno meteorologico è stata documentata da immagini provenienti da Ussita, nel cuore del comprensorio dei Sibillini.

Le fotografie mostrano chicchi di grandine di dimensioni particolarmente rilevanti, raccolti e tenuti tra le mani, a testimonianza della forza della precipitazione e della sua eccezionalità rispetto a fenomeni atmosferici ordinari. La grandezza e la forma irregolare delle masse di ghiaccio hanno destato forte preoccupazione per possibili danni ulteriori sul territorio.

Una valutazione completa degli effetti richiede ulteriori verifiche nelle aree colpite, e l'attenzione rimane alta sulla possibile entità dei danni a Ussita e nelle zone circostanti. Le avverse condizioni meteorologiche hanno così aggravato la situazione in queste aree già segnate dal terremoto, rendendo prioritario un rapido intervento per assicurare la sicurezza e l’agibilità delle strutture destinate agli sfollati e per supportare una comunità già messa a dura prova.