A venticinque anni dall'assalto alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, centinaia di persone hanno preso parte alla tradizionale fiaccolata in ricordo di quei fatti. Il corteo si è concluso davanti all'istituto, dove si sono svolti gli interventi commemorativi.
Il corteo fino alla scuola Diaz
La manifestazione è partita da piazza Tommaseo, aperta da uno striscione con la scritta "Verità e giustizia per Genova".
Tra i partecipanti anche la sindaca Silvia Salis. Hanno sfilato inoltre alcune delle persone che all'epoca si trovavano nella scuola e furono colpite durante l'irruzione, tra cui il giornalista inglese Mark Covell, l'attivista tedesca Lena Zuhlke, il giornalista Lorenzo Guadagnucci, il fumettista Christian Mirra, Heidi Giuliani ed Enrica Bartesaghi, madre di Sara Gallo.
Il ricordo e il valore della memoria
All'arrivo davanti alla scuola, il corteo è stato accolto nel cortile dal dirigente scolastico Alessandro Cavanna. Per anni, i suoi predecessori non avevano consentito l'ingresso della manifestazione all'interno dell'istituto.
"Questo è un luogo di tutti. Qualcuno ha spiegato che abbiamo reso questa scuola trasparente, io credo che la memoria sia uno strumento a difesa della democrazia e dei diritti delle persone. In questa palestra e in queste aule si svolgono attività scolastiche quotidiane ma noi lavoriamo per far capire l'enorme rottura fra Stato e società civile di 25 anni fa. Per questo in piazza stasera ci sono anche alcuni ragazzi della scuola".
Il progetto del caco di Nagasaki
Nel corso della cerimonia, Cavanna ha presentato insieme a Francesco Foletti, presidente dell'associazione Kaki Tree, il progetto di piantumazione di un albero di caco, discendente di quello sopravvissuto al bombardamento di Nagasaki.
"Questa è stata la vostra bomba atomica. Questa pianta è segno di rinascita", ha dichiarato Foletti.
L'intervento della sindaca Salis
Anche la sindaca Silvia Salis ha preso la parola nel corso della commemorazione.
"Tutti abbiamo un ricordo ed eravamo stati terrorizzati da quello che sarebbe potuto accadere al G8. Non voglio immaginare quello che avremmo potuto leggere se quei fatti fossero avvenuti oggi, con le mistificazioni dei social e questa politica esacerbata e polarizzata. Le istituzioni devono pretendere invece la ricerca della verità e combattere chi usa la sicurezza e l'ordine pubblico per fare propaganda".