A cinque mesi dalla tragica scomparsa di Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita l’8 febbraio scorso in un’abitazione a Bordighera, emergono le prime indiscrezioni sull’autopsia. Sebbene la relazione peritale completa non sia ancora stata depositata in Procura, i dettagli trapelati indicano una causa di decesso riconducibile a un’emorragia cerebrale acuta, esito di un trauma alla testa. Questo colpo, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato inferto al massimo 48 ore prima della morte, in un contesto in cui la bambina si trovava a Perinaldo, un comune dell’entroterra vicino a Bordighera, insieme alla madre, alle due sorelle maggiori e al compagno di quest’ultima.
Le informazioni preliminari suggeriscono che Beatrice avrebbe manifestato i primi segni di malore in quell’abitazione. Un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto, a detta dei periti, modificare l’esito. Tuttavia, il soccorso è stato allertato solo la mattina del 9 febbraio, quando la madre segnalò difficoltà respiratorie della figlia; all’arrivo dei sanitari, la bambina era già deceduta. È fondamentale ribadire che questa sequenza temporale non ha ancora ricevuto conferma in atti ufficiali.
Dettagli dell'Autopsia e Indagini in Corso
Il corpo della piccola Beatrice presentava lividi ed ecchimosi di epoche diverse, oltre a segni compatibili con una malnutrizione non recente. Gli esami avrebbero inoltre rivelato una condizione di steatosi epatica – una patologia spesso legata a un apporto proteico insufficiente o a digiuni prolungati – che i medici legali riterrebbero risalente a circa un anno prima del decesso.
Le perizie avrebbero individuato anche altre due emorragie interne, distinte da quella cerebrale indicata come causa principale della morte.
Per la morte della bambina sono attualmente in carcere la madre, Emanuela Aiello, e il suo compagno, Emanuel Iannuzzi, 42 anni. Entrambi sono indagati per maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima. È importante sottolineare che si tratta di persone sottoposte a custodia cautelare e non condannate; entrambi, tramite i rispettivi difensori, hanno sempre respinto ogni accusa, dichiarandosi estranei ai fatti contestati.
La svolta nelle indagini si sarebbe verificata a inizio giugno, quando le due sorelle maggiori di Beatrice, ascoltate in audizione protetta, avrebbero fornito agli inquirenti una versione dei fatti diversa da quella iniziale, riferendo di episodi di violenza all’interno del nucleo familiare.
Ulteriori elementi investigativi includono fotografie della bambina con segni sul volto e messaggi indirizzati a una delle sorelle, rinvenuti nel telefono di Iannuzzi. Questi reperti avrebbero contribuito alla richiesta e all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare. Le due sorelline sono state allontanate dal nucleo familiare e collocate in una struttura protetta; la zia paterna, Sonia Rao, ha richiesto l’affidamento delle minori.
Sviluppi Legali e Trasferimento di Iannuzzi
Il Comune di Bordighera ha deliberato la propria costituzione di parte civile nel procedimento aperto dalla Procura di Imperia. A metà giugno, la Procura ha autorizzato la madre, detenuta nel carcere di Torino, a partecipare ai funerali della bambina, la cui data non è ancora stata fissata.
Nei giorni scorsi, Emanuel Iannuzzi è stato trasferito dal carcere di Ivrea a quello di Pavia.
Restano attesi gli esiti degli esami tossicologici, l’ultimo elemento mancante prima del deposito formale della perizia. Solo con la relazione definitiva sarà possibile ottenere un quadro accertato e giuridicamente rilevante delle cause e delle circostanze della morte di Beatrice, un aspetto centrale per la fase istruttoria del procedimento a carico dei due indagati.