Un vasto incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio dell'11 luglio 2026 nella zona di Padrongianus, a pochi chilometri a sud di Olbia, generando una situazione di emergenza che ha minacciato l'operatività dell'aeroporto cittadino. Le fiamme, particolarmente insidiose, hanno interessato un'area critica, trovandosi in prossimità dell'ospedale Mater Olbia e della pista aeroportuale, rendendo indispensabili misure straordinarie per la sicurezza delle persone e delle infrastrutture.

Nonostante lo scalo di Olbia non sia stato formalmente chiuso, l'emergenza ha avuto ripercussioni significative sul traffico aereo.

Numerosi voli in arrivo sono stati dirottati verso gli aeroporti di Cagliari e Alghero, una decisione presa per evitare interferenze con le cruciali operazioni di spegnimento condotte dai due Canadair. Anche i voli in partenza, previsti dalle ore 17, hanno subito consistenti ritardi, causando disagi ai passeggeri e all'organizzazione dello scalo.

La gravità del rogo ha imposto anche la chiusura temporanea della statale 125, un'arteria fondamentale per la viabilità locale, al fine di garantire la sicurezza e facilitare l'accesso ai mezzi di soccorso. Sul posto, un'imponente macchina organizzativa ha visto l'impiego di due Canadair e due elicotteri per gli interventi aerei, supportati a terra da squadre della Forestale, dei Vigili del Fuoco e da numerose associazioni di volontariato.

Le complesse operazioni sono state coordinate dall'Ispettorato forestale di Tempio e dalla stazione di Olbia. L'incendio, innescatosi dalla strada, ha purtroppo devastato circa cinque ettari di territorio.

L'Aeroporto di Olbia e la gestione delle emergenze

L'aeroporto di Olbia, noto come Aeroporto Olbia Costa Smeralda, è uno degli snodi principali della Sardegna, gestendo voli nazionali e internazionali. La struttura, gestita da Geasar S.p.A., vanta una pista lunga 2.446 metri. In frangenti critici come quello dell'11 luglio 2026, lo scalo attiva specifiche procedure di sicurezza e si coordina con le autorità locali. Questo include il coinvolgimento delle forze dell'ordine, dei Vigili del Fuoco e delle autorità sanitarie, tutti elementi previsti dal piano di emergenza aeroportuale, volto a tutelare la sicurezza di passeggeri e personale.