Un maestro d'equitazione settantenne è stato posto agli arresti domiciliari a Parma con l'accusa di aver abusato sessualmente di una ragazzina di 14 anni. I fatti si sarebbero protratti per quasi un anno, tra la primavera del 2025 e il maggio del 2026. L'uomo, che operava presso un circolo sportivo locale, avrebbe anche filmato alcuni degli incontri e si sarebbe fatto inviare dalla minore delle fotografie. Per assicurarsi il silenzio della giovane, avrebbe fatto leva sul suo profondo attaccamento al cavallo che cavalcava, minacciando che non lo avrebbe più rivisto, esercitando così una grave forma di coercizione psicologica.
Oltre all'accusa di violenza sessuale pluriaggravata, l'istruttore, residente a Parma e ai domiciliari da circa tre settimane, è indagato anche per pedopornografia. Per quest'ultimo reato, il fascicolo è stato trasmesso alla Procura di Bologna, competente per materia. Gli abusi sarebbero avvenuti sia all'interno del circolo, in una stanza a disposizione dell'uomo, sia presso la sua abitazione. La vicenda è emersa agli inizi di maggio, quando la quattordicenne ha trovato il coraggio di confidarsi con un compagno di classe. Quest'ultimo, dopo aver inviato alcuni messaggi all'istruttore, ha convinto la ragazza a parlare con alcune professoresse della sua scuola. Affiancata dalle docenti, la giovane ha poi raccontato i drammatici eventi alla madre, che si è immediatamente recata in questura per sporgere denuncia, dando il via all'indagine.
L'indagine e le decisioni giudiziarie
L'indagine, coordinata dal pubblico ministero Ludovico Valotti, è stata avviata con la massima urgenza dopo la denuncia. La Procura ha richiesto la custodia cautelare in carcere per l'indagato, data la gravità delle accuse. Tuttavia, il giudice per le indagini preliminari (GIP), valutando l'età avanzata dell'istruttore e la sua fedina penale immacolata, ha disposto gli arresti domiciliari. Il GIP ha ritenuto che non sussistessero le “condizioni di eccezionale rilevanza” previste dal Codice per la custodia in carcere, optando per una misura meno afflittiva ma comunque restrittiva. L'inchiesta è ancora in corso e non è stata conclusa: la minore sarà probabilmente ascoltata in incidente probatorio per cristallizzare la sua testimonianza, e verranno analizzati i video che sarebbero stati sequestrati, elementi cruciali per il prosieguo delle indagini.