Il 19 luglio 2026, Palermo ha commemorato il trentaquattresimo anniversario della strage di via D'Amelio, rendendo omaggio al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Durante la cerimonia svoltasi nella caserma Lungaro, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha evidenziato il valore del loro sacrificio, definendolo un esempio di profondo senso del dovere per l'intera comunità.

Nel suo discorso, il sindaco Lagalla ha ribadito: “A trentaquattro anni dalla strage di via D'Amelio, Palermo si raccoglie nel ricordo del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

Donne e uomini dello Stato che hanno pagato con la vita il loro senso del dovere”. Ha poi sottolineato che la ricerca della verità su quella strage rimane “un dovere morale e istituzionale”, pur riconoscendo che, sebbene “le sentenze abbiano accertato responsabilità fondamentali, sappiamo che rimangono ancora interrogativi aperti”. Ha inoltre evidenziato l'importanza di un sostegno continuo alle famiglie delle vittime e al lavoro della magistratura.

La ricerca della verità: un dovere collettivo

Il sindaco Lagalla ha affermato che “Palermo continuerà a farlo con rispetto per il lavoro della magistratura e con vicinanza alle famiglie delle vittime, che da oltre tre decenni chiedono giustizia senza mai arrendersi”.

Ha concluso il suo intervento rimarcando che “la verità non appartiene al passato: è un dovere che abbiamo verso la nostra città e verso le future generazioni”, sottolineando l'ineludibile impegno a fare piena luce sugli eventi.

Nel contesto delle iniziative per il 34° anniversario, Lucia Borsellino, figlia del magistrato, ha lanciato un messaggio chiaro: “La scomparsa dell’agenda rossa non può fermare la ricerca della verità”. Ha ricordato di essere stata tra gli ultimi a vedere il prezioso reperto subito dopo l’attentato, ribadendo con forza il ruolo attivo che la famiglia intende mantenere nel percorso di accertamento dei fatti e la necessità di chiarire ancora numerosi aspetti della complessa vicenda.

Interventi istituzionali e l'eredità di Borsellino

Alla commemorazione ha preso parte anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il quale ha dichiarato: “La strage di via D’Amelio è una delle pagine più oscure della nostra storia repubblicana. Fare piena luce è un dovere morale dello Stato”. Schifani ha espresso gratitudine alla magistratura e alle forze dell’ordine per il loro impegno quotidiano, enfatizzando l'importanza di proseguire con determinazione sulla strada del rigore e della legalità.

Il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Antonio Balsamo, ha anch'egli richiamato il valore del sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, evidenziando come il loro esempio costituisca un richiamo concreto all’impegno quotidiano di tutti gli onesti. A margine delle celebrazioni, è stata inaugurata la mostra “Le rose spezzate. Speciale stragi”, un'iniziativa volta a mantenere viva la memoria degli eventi.