La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha ufficialmente risposto al Pontefice in seguito alla recente scomunica e all'imposizione di nuove sanzioni. In una comunicazione, la Fraternità ha espresso la propria ferma convinzione che tali provvedimenti siano «oggettivamente ingiuste e invalide», pur dichiarando di non volerli accogliere «nell’amarezza o nella ribellione». Il superiore generale dei lefebvriani, Davide Pagliarani, ha sottolineato come queste condanne, sebbene colpiscano profondamente il loro attaccamento a nostra Madre, la Chiesa Romana, paradossalmente li spingano a un amore ancora più intenso per la Santa Chiesa.

La Fraternità si impegna, oggi più che mai, a provvedere ai bisogni della Chiesa con tutte le proprie forze, ribadendo la propria dedizione nonostante le misure disciplinari.

Le misure vaticane e il contesto delle sanzioni

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha formalmente dichiarato l'ex comunicazione automatica (latae sententiae) per i vescovi della Fraternità San Pio X coinvolti nelle recenti ordinazioni episcopali. Queste consacrazioni sono state compiute «senza mandato pontificio» e sono state ritenute dal Dicastero come «atti di natura scismatica». Il decreto, firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, ha specificamente riguardato i vescovi Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay, oltre ai quattro nuovi vescovi che sono stati consacrati.

Il provvedimento ha configurato il grave delitto di scisma, con conseguenze significative sulla validità dei sacramenti.

Dettagli e implicazioni delle decisioni vaticane

Le misure adottate dal Vaticano stabiliscono che i sacramenti della penitenza e del matrimonio celebrati dai ministri della Fraternità San Pio X sono da considerarsi invalidi. Questa invalidità deriva dal fatto che le ordinazioni episcopali sono state eseguite «senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico». Tale condotta, come specificato, configura il delitto di scisma, in linea con quanto già stabilito dalla lettera apostolica «Ecclesia Dei» del 1988. Le decisioni e le relative motivazioni sono state comunicate attraverso una nota esplicativa allegata al decreto emesso dal Dicastero per la Dottrina della Fede, chiarendo la posizione della Santa Sede riguardo alla Fraternità e alle sue azioni.