Massimo Ciarelli, quarantatré anni, è deceduto in un incidente stradale avvenuto la sera del primo luglio 2026. L'evento si è verificato al culmine di un inseguimento con i carabinieri, sviluppatosi tra Città Sant’Angelo e Silvi. Ciarelli viaggiava a bordo di uno scooter insieme a un'altra persona. L'intimazione di alt da parte dei militari non è stata rispettata, e il mezzo è finito fuori strada, presumibilmente a seguito di un contatto con la vettura delle forze dell'ordine. L'incidente è occorso intorno alle ore venti.

Nonostante i prolungati tentativi di rianimazione da parte dei sanitari del 118, intervenuti sul luogo, non è stato possibile salvare la vita di Ciarelli.

La procura di Teramo ha avviato un'indagine per chiarire l'esatta dinamica del sinistro.

Condanna per omicidio di un ultrà

Massimo Ciarelli era noto alle cronache giudiziarie per un precedente episodio di omicidio. Nel 2012, infatti, aveva ucciso Domenico Rigante, ultrà del Pescara Calcio. Inizialmente condannato a trent'anni di reclusione, la pena era stata successivamente ridotta a diciassette anni. Tale riduzione è intervenuta dopo l'annullamento dell'aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la conseguente rimodulazione della pena da parte della Corte d'assise d'appello di Perugia nel 2017. L'anno precedente all'incidente fatale, Ciarelli aveva ottenuto la semilibertà, con l'obbligo di rientrare in carcere entro le ore ventuno.

Ricostruzione del delitto del 2012

La sera dell'omicidio di Rigante, la vittima si trovava in un appartamento al piano terra di via Polacchi, a Pescara, insieme al fratello gemello e ad altri tifosi. Ciarelli, accompagnato da due cugini, fece irruzione nell'abitazione. Utilizzando una pistola, colpì Rigante al gluteo. Poco tempo dopo l'aggressione, la vittima è deceduta.