A Econe, in Svizzera, la Fraternità Sacerdotale San Pio X, nota come lefebvriani, ha proceduto il 1 luglio 2026 alla consacrazione di quattro nuovi vescovi. L’atto è avvenuto senza il consenso del Papa, nonostante l’appello del pontefice a fermarsi, e comporta la scomunica automatica dei consacrati, configurando uno scisma dalla Chiesa cattolica. La comunicazione formale del Vaticano in merito è attesa a breve.
La solenne cerimonia si è tenuta presso il seminario della Fraternità, richiamando migliaia di fedeli e centinaia di sacerdoti. Il rito ha avuto inizio con l’imposizione delle mani sui nuovi vescovi da parte di mons.
Alfonso de Galarreta, celebrante principale, e di mons. Bernard Fellay, co-consacrante, seguiti da altri gesti liturgici tradizionali. Durante la Messa, un sacerdote ha letto una dichiarazione che giustificava la consacrazione come “un dovere sacro verso la Santa Chiesa e verso le anime”, affermando che “ogni punizione e censura adottata contro questo passo non avrà alcuna validità”.
Le motivazioni della Fraternità San Pio X
La Fraternità San Pio X (SSPX), fondata dall’arcivescovo francese Marcel Lefebvre in opposizione alle riforme del Concilio Vaticano II, sostiene di agire per difendere la tradizione della Chiesa e rispondere a uno “stato di necessità”. La Fraternità celebra la Messa in latino e critica le aperture della Chiesa moderna, affermando di essere l’unica a mantenere la fede autentica.
Secondo i responsabili del gruppo, la consacrazione dei nuovi vescovi è indispensabile per garantire la continuità delle ordinazioni sacerdotali e delle cresime secondo il rito tradizionale, considerando la loro presenza in 800 luoghi di culto distribuiti in 77 Paesi.
La scelta di procedere senza mandato papale rappresenta, secondo il diritto canonico, una delle infrazioni più gravi, che comporta la scomunica automatica per i consacranti e i consacrati e la configurazione di uno scisma, ovvero una rottura intenzionale dell’unità della Chiesa cattolica. Il Papa aveva precedentemente inviato una lettera per chiedere di interrompere la cerimonia, definendo la consacrazione senza mandato come un “peccato di estrema gravità”.
Nonostante ciò, la Fraternità ha dichiarato di non temere le conseguenze, pur esprimendo “grande tristezza di non essere compresi dal nostro leader”.
Il contesto storico e i protagonisti
La data della consacrazione coincide con il trentottesimo anniversario delle precedenti ordinazioni episcopali operate dalla Fraternità nel 1988, anch’esse dichiarate scismatiche dal Vaticano. I nuovi vescovi consacrati sono Pascal Schreiber (Svizzera), Michael Goldade (Stati Uniti), Michel Poinsinet de Sivry (Francia) e Marc Hanappier (Francia). La cerimonia si è svolta in un clima di celebrazione, con la partecipazione di fedeli provenienti da diversi Paesi e la distribuzione di oggetti commemorativi dell’evento.
La Fraternità San Pio X si definisce custode della tradizione cattolica e sostiene che la sua azione non rappresenti una sfida all’autorità del Papa, ma una necessità per la salvaguardia della fede. Tuttavia, molti all’interno della Chiesa, inclusi cattolici conservatori e tradizionalisti, considerano la consacrazione un atto di grave disobbedienza che danneggia l’unità ecclesiale.