Francesco Cusumano, 38 anni, è stato arrestato a Palermo il 5 luglio 2026 con l'accusa di aver ucciso a coltellate il coinquilino Francesco Spataro, 53 anni, in via Sampolo. L'episodio, avvenuto in assenza di un terzo coinquilino, era preceduto da diverse liti tra i due.
Dopo l'aggressione, vicini hanno notato Spataro sanguinante sul pianerottolo, dando l'allarme. Cusumano si è barricato, minacciando di far esplodere il palazzo con il gas, arrendendosi dopo trattativa. Durante l'interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gas nello stabile è stato ripristinato il 6 luglio post verifiche.
I precedenti penali di Cusumano
Francesco Cusumano era ricercato per condanna definitiva a 3 anni e 10 mesi per lesioni aggravate. La condanna risaliva al giugno 2023 a Messina, per aver aggredito l'avvocato Antonio Lanfranchi, presidente di commissione d'esame, picchiandolo e mordendolo al naso post bocciatura. La sentenza, passata in giudicato, non scontata.
Si era trasferito da Messina a Palermo un mese prima, affittando una stanza in via Sampolo e tentando di rendersi irriconoscibile con cambio colore capelli e cappello. Pendeva su di lui un mandato di arresto; si indaga su ritardi comunicazioni.
Le indagini e i ritrovamenti
Le indagini hanno trovato un coltello, ritenuto l'arma del delitto, e indumenti con tracce di sangue di Cusumano.
Su questi elementi, non vi sono conferme. Spataro, ex lavoratore di call center, colpito da coltellate a torace e addome. Cusumano ha negato ogni responsabilità.
La vicenda ha avuto ripercussioni sulla sicurezza dello stabile: l'AMG ha ripristinato il gas dopo verifiche, per minacce di esplosione. Gli accertamenti proseguono per chiarire dinamica e responsabilità.