Il governo ha deliberato lo stato di emergenza per dodici mesi nel territorio della Provincia di Ascoli Piceno e del Comune di Amandola (Fermo). La decisione segue gli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nelle Marche tra il 26 marzo e il 3 aprile 2026 ed è stata presa su richiesta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci. Contestualmente, è stato disposto uno stanziamento iniziale di 4,3 milioni di euro dal Fondo per le emergenze nazionali, destinati ai primi interventi urgenti per fronteggiare le conseguenze del maltempo e avviare operazioni di ripristino e messa in sicurezza.
Riconoscimento e supporto locale
La deliberazione governativa riconosce il carattere eccezionale degli eventi. Le autorità locali hanno espresso apprezzamento. Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, ha dichiarato: “Il riconoscimento dello stato di emergenza rappresenta una risposta concreta e attesa dal nostro territorio, duramente colpito dagli eventi calamitosi della scorsa primavera”. L’assessora regionale al Bilancio, Francesca Pantaloni, ha aggiunto: “Lo stanziamento deliberato dal governo è il risultato di un costante lavoro istituzionale”.
Le risorse impiegate per i primi interventi essenziali. La durata di dodici mesi dello stato di emergenza permette una gestione straordinaria delle attività necessarie a fronteggiare danni e criticità.
Fondo emergenze e delimitazione
Il Fondo per le emergenze nazionali è lo strumento finanziario per sostenere attività urgenti in seguito a eventi calamitosi eccezionali. I 4,3 milioni di euro assicurano la copertura economica per le prime fasi. L’area interessata comprende l’intera Provincia di Ascoli Piceno e il Comune di Amandola (Fermo), delimitazione collegata agli eventi tra il 26 marzo e il 3 aprile 2026.
La dichiarazione dello stato di emergenza costituisce il passaggio istituzionale indispensabile per attivare strumenti straordinari e utilizzare le risorse economiche per la ripresa delle popolazioni e dei territori marchigiani.