Gruppi di manifestanti, contrari al governo guidato da Abdul Hamid Dbeibah, hanno assaltato nella mattinata il complesso di Mellitah, situato nella Libia occidentale. Mellitah è riconosciuto come uno dei più rilevanti hub energetici del Mediterraneo e ospita le operazioni della compagnia italiana Eni. L'azione dei manifestanti ha comportato il blocco dell’accesso all’impianto e l'interruzione dei flussi dei gasdotti che alimentano le centrali elettriche del paese.

La Compagnia Elettrica Nazionale ha avvertito, tramite i propri canali social, che la situazione potrebbe condurre a un blocco totale della rete elettrica nazionale.

Anche la National Oil Corporation (Noc), la compagnia petrolifera statale, ha confermato l'interruzione delle attività. La Noc ha specificato che "questi eventi hanno portato al completo arresto della produzione del giacimento di El Feel e influenzato o interrotto, anche parzialmente, la produzione di Wafa".

Conseguenze dell'assalto e impatto operativo

L’assalto si inserisce nel contesto di proteste antigovernative, alimentate anche dai frequenti blackout elettrici che affliggono diverse regioni della Libia. Il complesso di Mellitah rappresenta un'infrastruttura di strategica importanza sia per la produzione di gas naturale sia per il funzionamento delle centrali elettriche. L'interruzione dei flussi di gas ha un impatto diretto sulla capacità di generazione elettrica del paese.

Il rischio di un blackout nazionale è concreto a causa dell’interruzione dei rifornimenti. Il blocco del giacimento di El Feel e le difficoltà operative a Wafa contribuiscono ad aggravare la situazione della rete elettrica libica.

Il ruolo strategico del complesso di Mellitah

Il complesso di Mellitah, posizionato sulla costa occidentale della Libia, è gestito da una joint venture tra la National Oil Corporation e l’Eni. L'impianto è fondamentale per l'estrazione, la lavorazione e il trasporto di gas naturale, destinato sia alle centrali elettriche libiche sia all'esportazione verso l'Europa. Mellitah costituisce uno snodo chiave per la sicurezza energetica, sia a livello nazionale che internazionale.

Si esprimono serie preoccupazioni per le possibili ripercussioni sulla stabilità della rete elettrica e sulla continuità delle forniture energetiche. Ulteriori interruzioni potrebbero aggravare significativamente la crisi energetica già in atto in Libia.