I dati Aci-Istat relativi al 2025 mostrano un segnale incoraggiante per la sicurezza stradale in Italia. Per la prima volta, il numero delle vittime è sceso sotto quota 3.000, attestandosi a 2.868 decessi. Questo rappresenta una riduzione di 162 unità rispetto al 2024, pari a un calo del 5,3%. Riccardo Augusto Marchetti, segretario della Lega Umbria, ha evidenziato come questo risultato confermi l'efficacia delle modifiche introdotte al Codice della strada dal Governo e dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, le quali stanno producendo effetti concreti sul fronte della sicurezza.
Dati nazionali e regionali sulla sicurezza stradale
A livello nazionale, la diminuzione delle vittime è del 5,3% rispetto al 2024 e del 9,6% rispetto al 2019. Il numero totale di incidenti con lesioni a persone è stato di 177.207, con 237.822 feriti, registrando un aumento dell'1,7%. Il tasso di mortalità è sceso a 48,7 morti ogni milione di abitanti, rispetto ai 51,4 del 2024. Il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni è stimato oltre i 18 miliardi di euro per il 2025, mentre il costo complessivo, includendo i danni materiali, raggiunge i 22,6 miliardi di euro.
Anche l'Umbria ha registrato un miglioramento significativo, con 36 vittime nel 2025, una diminuzione del 41,9% rispetto all'anno precedente.
Il tasso di mortalità stradale regionale si attesta a 4,2 decessi ogni 100 mila abitanti, un dato inferiore alla media nazionale di 4,9. Marchetti ha sottolineato l'importanza di prevenzione, controlli più efficaci, infrastrutture più sicure e regole chiare per ridurre gli incidenti più gravi, ribadendo la necessità di continuare a investire in prevenzione, educazione stradale e rispetto delle regole.
Contesto nazionale ed europeo
A livello europeo, le vittime della strada nei Paesi UE27 sono diminuite del 2,4% rispetto al 2024, con un totale di 19.463 decessi nel 2025. L’Italia si posiziona al 20° posto nella classifica europea per tasso di mortalità, con 49 decessi per milione di abitanti, un dato superiore alla media UE27 di 43.
Le cause principali degli incidenti (escluse quelle imprecisate) includono guida distratta, eccesso di velocità, mancato rispetto della precedenza e manovre irregolari, rappresentando complessivamente il 43,1% dei casi. Il presidente ACI, Geronimo La Russa, ha definito il risultato "chiaro e incoraggiante", ma ha avvertito che non è un punto di arrivo, sottolineando l'importanza di investire in educazione stradale e nella cultura del rispetto delle regole. Francesco Maria Chelli, presidente Istat, ha ricordato che la diminuzione del 5,3% rispetto al 2024 e del 9,6% rispetto al 2019 non è sufficiente per raggiungere gli obiettivi europei del 2030, che richiedono un tasso medio annuo del 6,1% per dimezzare le vittime.
Focus su utenti vulnerabili e prospettive future
È stata richiamata l’attenzione sulla necessità di mantenere alta la vigilanza nei confronti degli utenti più vulnerabili della strada, come ciclisti e utilizzatori di monopattini elettrici, per i quali il numero delle vittime è aumentato. Le ulteriori iniziative avviate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha aperto un confronto con le associazioni di categoria per aggiornare e rafforzare il Codice della strada, vanno in questa direzione. Marchetti ha concluso affermando che la sicurezza stradale non può essere terreno di scontro ideologico e che ridurre il numero delle vittime significa salvare vite umane, un obiettivo che deve rimanere prioritario, incoraggiando a proseguire con convinzione su questa strada.