Un 24enne di nazionalità egiziana è stato sottoposto a fermo dalla Polizia Locale di Milano con l'accusa di violenza sessuale. L'episodio è avvenuto la sera di giovedì 23 luglio 2026, intorno alle ore 23, nel quartiere Certosa del capoluogo lombardo. La vittima, una ragazza di 22 anni, stava rincasando quando l'uomo è entrato rapidamente nell'androne del palazzo alle sue spalle, bloccandola contro un muro e tentando di violentarla.
La giovane è riuscita a divincolarsi e, urlando per attirare l'attenzione dei condomini, ha messo in fuga l'aggressore.
Le immagini della videosorveglianza dello stabile sono state determinanti per l'identificazione dell'uomo, riconosciuto dalla vittima. L'aggressore, incensurato, lavora per una società edile impegnata in un cantiere a Fara Gera D'Adda, in provincia di Bergamo, dove è stato rintracciato dalle forze dell'ordine. Attualmente si trova nel carcere di Bergamo in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
Indagini: il ruolo chiave della videosorveglianza
La dinamica dell'aggressione è stata ricostruita dalle immagini delle telecamere nell'androne. Queste hanno permesso di individuare il momento in cui l'uomo ha seguito la vittima e ha tentato l'aggressione, facilitando riconoscimento e fermo. La collaborazione tra Polizia Locale e società edile ha consentito di localizzarlo rapidamente nel cantiere di Fara Gera D'Adda.
L'efficacia della videosorveglianza: un precedente a Milano
La videosorveglianza si conferma decisiva anche in altri recenti episodi di violenza sessuale a Milano. Un caso simile si è verificato il 4 luglio 2026 al Parco delle Cave, dove una donna aggredita mentre faceva jogging è riuscita a difendersi e a mettere in fuga l'aggressore. Anche in quell'occasione, le immagini delle telecamere sono state cruciali per identificare il responsabile, poi fermato e condotto in carcere. Questi episodi evidenziano il ruolo centrale della videosorveglianza nel supportare indagini e nell'identificazione dei responsabili di reati contro la persona.